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Gianni re di Roma
Gianni Alemanno, campione provinciale di lancio della molotov, è il nuovo podestà di Roma. Al ballottaggio per la poltrona di sindaco, Alemanno ha stracciato Francesco Rutelli che, spero, ora avrà il buon senso di lasciare la politica e cercare un lavoro più adatto alle sue attitudini. C’è sempre grande richiesta di manichini per testare gli airbag nei crash test, non dovrebbe avere problemi. L’astensionismo tra ieri e oggi c’è stato, ma non credo sia stato un fattore decisivo. La scelta di candidare Rutelli è stata coraggiosa. Anche mettere la mano in una vasca di piranhas bulimici può essere considerata una scelta coraggiosa, ma non è detto che sia saggio farlo. La cosa saggia sarebbe stata di mettere Rutelli nella vasca di piranhas e candidare un vasetto di yogurt: avrebbe avuto più possibilità. Rutelli in fondo non è inutile: se avessi una mongolfiera e stessi perdendo quota vorrei averlo vicino così non dovrei perdere tempo per trovare qualcosa di superfluo da buttare giù. Alemanno ha subito dichiarato che sarà il sindaco di tutti, anche di chi non lo ha votato. Il guaio è proprio questo. Alemanno era emozionato: mente parlava gli è più volte caduto di mano il manganello. Rutelli ancora non si è fatto vedere in giro; è depresso, stravolto: pare si sia specchiato solo per due ore e mezzo questo pomeriggio. Barbara Palombelli è preoccupata: non vedeva il marito così giù da quella volta che Rutelli si accorse di aver finito la crema al napalm per rassodare i glutei. Alla notizia della vittoria di Alemanno gli extracomunitari di Roma stanno già abbandonando la capitale e si stanno dirigendo in una città più tranquilla: Baghdad.

 

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Stupro elettorale
Ancora poche ore e sapremo se Roma cadrà nelle mani del lanciatore di molotov e picchiatore Alemanno o di Rutelli, l’unica mozzarella alla diossina certificata dalla CEE. In questi ultimi giorni tengono banco le voci sulla violenza sessuale subita dalla ragazza del Lesotho nei pressi della stazione La Storta. Ecco il passaggio tratto da Il Corriere della Sera del 26-4 a firma Fiorenza Sarzanini: “A mettere in pubblico alcune «stranezze» dello stupro alla Storta era stato, mercoledì scorso, il sito internet Dagospia, pubblicando una lettera siglata MD che ricalca una e-mail fatta circolare dall'ex assessore della giunta Veltroni, oggi consigliere regionale del Pd, Mario Di Carlo. «Ricevo e giro», avvertiva il politico per dire che non è lui la fonte primaria dell'informazione. Nel messaggio ci si chiedeva come fosse possibile che un rumeno senza fissa dimora nominasse un avvocato del calibro di Marcello Pettinari, «famoso penalista difensore del magistrato Metta indagato nell'ambito del processo Lodo Mondadori che vedeva indagati Berlusconi, Pacifico, Previti e Squillante». E faceva notare che Pettinari ebbe in gioventù un passato missino, mentre uno dei soccorritori della ragazza di colore violentata, «guarda caso, firma con Alemanno con tanto di foto sul Messaggero del 22 aprile 2008 il patto per la legalità e la sicurezza». Conclusione della lettera: «Agatha Christie faceva dire a Poirot che quando ci sono tre coincidenze diventano un indizio».” In sostanza lo stupro sarebbe stato organizzato dalla destra per screditare i rumeni e giustificare la dura campagna elettorale sulla sicurezza propugnata da Alemanno. Non voglio credere che questa storia sia vera, certo è che lo stupro è capitato al momento giusto nel posto giusto.

 

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Bella Ciao II
Alghero reagisce e il sindaco fa una figuraccia. Marco Tedde, sindaco FI di Alghero, aveva proibito alla banda comunale di suonare “Bella Ciao” in occasione della festa della liberazione di oggi ma centinaia di persone, in un contro corteo, hanno intonato il canto partigiano con tanto di strumenti musicali stigmatizzando così civilmente l’infelice decisione del sindaco. Tedde, forse confuso dai primi caldi primaverili o eccitato dalle recenti dichiarazioni revisioniste del pregiudicato Dell’Utri, aveva vietato l’esecuzione di Bella Ciao perché considerato un canto comunista. Per l’ennesima volta: è un canto partigiano, non comunista. La gente di Alghero ha alzato la testa e ha dimostrato che i cittadini non hanno il prosciutto sugli occhi e che quando vogliono sanno reagire con forza e civiltà.


Stamattina mi sono alzato

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

Stamattina mi sono alzato

E ho trovato l'invasor

O partigiano portami via

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

O partigiano portami via

Che mi sento di morir

E se io muoio da partigiano

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E se io muoio da partigiano

Tu mi devi seppellir

E seppellire lassu' in montagna

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E seppellire lassu' in montagna

Sotto l'ombra di un bel fior

E le genti che passeranno

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E le genti che passeranno

Mi diranno che bel fior

E questo e' il fiore del partigiano

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E questo e' il fiore del partigiano

Morto per la liberta'

E questo e' il fiore del partigiano

Morto per la liberta'

 

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Gli amici degli amici

Il nuovo Parlamento non disdegna di ospitare onorevoli e senatori coinvolti a vario titolo in inchieste su mafia e criminalità organizzata. Dell’elenco non fanno parte deputati le cui posizioni siano state archiviate. Ho tralasciato gli altri tipi di reato: non c’era abbastanza spazio sul blog...

Cuffaro Salvatore (UDC): nel gennaio 2008 condannato a 5 anni dal Tribunale di Palermo per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi che avrebbe avvisato di intercettazioni ed indagini nei loro confronti; indagato per concorso esterno in associazione mafiosa in un fascicolo pendente presso la Dda di Palermo.

De Gregorio Sergio (Italiani nel mondo): indagato dalla procura antimafia di Napoli dal 6-07 per riciclaggio e favoreggiamento alla camorra.

Dell’Utri Marcello (FI) : condanna a 2 anni in primo grado e in appello per una tentata estorsione mafiosa con il bos trapanese Vincenzo Virga ai danni dell’imprenditore Vincenzo Garaffa. 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.

De Luca Francesco (Dc Autonomie): l’avocatesa del clan camorristico dei Guida si era rivolta a lui nell’autunno 2006 per aggiustare un processo a carico dei suoi clienti. Chiesta l’autorizzazione a procedere si perde tempo, il Parlamento viene sciolto e De Luca viene rieletto nel PDL. Per De Luca si è trattato di un malinteso. Cosa? L’elezione?

Giudice Gaspare (FI): Assolto in primo grado per associazione mafiosa. La procura di Palermo ha fatto ricorso in appello.

Landolfi Mario (FI): Indagato in Campania per corruzione e truffa “con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre”.

Mannino Calogero (UDC): Imputato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa.

Romano Francesco Saverio (UDC): indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nel 2003 la sua posizione è archiviata nel caso Cuffaro-Guttadauro; nel 2006 è nuovamente inquisito per concorso esterno dopo le rivelazioni del pentito Francesco Campanella.
(nella foto 4 nuovi sottosegretatari durante la pausa caffè)

 

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Bella Ciao!
Il proposito di Marcello Dell’Utri di rivedere i libri di storia e in particolar modo i fatti della seconda guerra mondiale è stato subito accolto con fervore mistico dal sindaco di Alghero Marco Tedde. Il devoto sindaco forzista ha infatti ordinato che il 25 aprile la banda comunale di Alghero non suoni “Bella Ciao” per non alimentare ulteriori divisioni “speso manifestate con il pugno chiuso rivolto al cielo durante i cortei”. Che scusa idiota è questa? Se a Natale qualcuno canta “Tu scendi dalle stelle” facendo il saluto romano che si fa? Si bandisce la canzone? “Bella Ciao” ad ogni modo e’ una canzone che crea divisioni: divide gli antifascisti dai fascisti. Non è una canzone comunista. E’ una canzone antifascista. Non è una precisazione di poco conto. Spero che Marco Tedde prima del 25 aprile cambi idea e si scusi dell’errore madornale che ha commesso permettendo alla banda di suonare l’inno antifascista. Se così non fosse spero che la banda musicale di Alghero se ne fotta e la suoni lo stesso…



Stamattina mi sono alzato

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

Stamattina mi sono alzato

E ho trovato l'invasor

O partigiano portami via

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

O partigiano portami via

Che mi sento di morir

E se io muoio da partigiano

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E se io muoio da partigiano

Tu mi devi seppellir

E seppellire lassu' in montagna

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E seppellire lassu' in montagna

Sotto l'ombra di un bel fior

E le genti che passeranno

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E le genti che passeranno

Mi diranno che bel fior

E questo e' il fiore del partigiano

O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E questo e' il fiore del partigiano Morto per la liberta'

E questo e' il fiore del partigiano Morto per la liberta'

 

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4 giorni dopo il disastro
Pochi attimi dopo la chiusura dei seggi, prima ancora dei famigerati exit poll, sondaggisti e improbabili esperti di statistica già analizzavano in tv le proiezioni delle proiezioni con dati inquietanti: Veltroni era dato per vincitore. Ho capito che non c’era molto da fidarsi solo qualche minuto dopo, quando De Gasperi era dato in vantaggio su Nenni e Gerry Scotti. Quasi 10 punti percentuale hanno separato Berlusconi da Veltroni. Dopo soli 4 giorni dal trionfo del Cavaliere con macchia e senza vergogna l’aria è già pregna d’arroganza. Il margine mostruoso con cui Berlusconi ha distanziato Veltroni gli permette di sognare ad occhi aperti: in sostanza Berlusconi sente di poter far passare qualunque legge gli frulli sotto il cranio rizollato. Una mattina si sveglia e vuole dichiarare illegali le caramelle all’anice? Ha i numeri per farlo. Il giorno dopo vuole depenalizzare l’incaprettamento? Ha i numeri per farlo. Vuole organizzare un’orgia con 30 showgirls e 150 attricette? Ha i numeri (di telefono) per farlo. Nella prima conferenza stampa ha affermato, tra altre perle, che la vita di tutti sarebbe migliore se non ci fossero i giornali; bene, il pesce lo incarteremo con le videocassette del Tg4 e asciugheremo i vetri con i baffi di Mimun. Il margine con cui Berlusconi ha vinto è stato sorprendente. Secondo me ci sono pochi dubbi: le elezioni sono state truccate dalla CIA; a Bush piacciono troppo le barzellette scollacciate: come Berlusconi non le racconta nessuno, mentre Veltroni non fa ridere. Volontariamente almeno. A proposito… qualcuno sa dirmi che fine farà il suo torpedone elettorale? La sinistra è scomparsa dal Parlamento, ma Diliberto l’ha presa bene: sono bastate solo due scariche elettriche nei genitali per calmarlo. Bertinotti è stato assunto come precario in un Mc Donald’s e Giordano ha aperto un chiosco di granite alla stazione Termini. L’unica nota positiva sembra essere stata la stroncatura totale di Ferrara: il suo movimento ha preso meno voti della monaca di Monza. (nella foto i nuovi deputati del PDL si esercitano con un cartellone prima di iniziare con noi)

 

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La mia telefonata con Pierferdinando Casini
Ieri mattina ero a casa di mia madre a distillare whisky di balena nella vasca da bagno, quando squilla il telefono. Reagisco prontamente alla sollecitazione esterna e mi dirigo spedito ma sereno verso la cornetta del telefono. Alzo il ricevitore, pronuncio il fatidico “pronto” e dall’altra parte sento queste parole: “ Le chiedo scusa se la disturbo, sono Pierferdinando Casini”. Gocce di sudore gelido imperlano le mie giovani gote maschie. La voce era la sua, non c’erano dubbi. Amici imitatori che sappiano pronunciare “Pierferdinando” correttamente non ne ho, Max Tortora sta digerendo le bollicine dell’acqua gassata, Gigi Sabani è morto (e poi è stato sempre un imitatore pessimo) e Neri Marcorè era in bagno con me a lavorare il whisky: era proprio Casini… Passano dei secondi interminabili in cui riavvolgo mentalmente la mia breve esistenza per domandarmi cosa abbia fatto per costringere Casini a telefonarmi. Sarà stata quella volta che ho scritto di Cuffaro… o del Family Day…o di quando mi ha sorpreso nell’armadio di sua moglie vestito da El Mariachi… Mentre stavo per sbiascicare una qualunque risposta Casini riprende a parlare dicendo “il 13 e il 14 aprile…” SDOING! Gli sbatto la cornetta in faccia senza ascoltare altro. Un messaggio elettorale registrato inviato probabilmente da quelle macchinette che sparano numeri telefonici in rapida successione. Mi sono subito pentito di aver troncato una conversazione così interessante. Casini è un bell’uomo anche al telefono. Ma chi gli ha dato il mio numero di telefono? Credevo di averlo cancellato da tutti i cessi delle stazioni ferroviarie del Veneto, Lombardia, Piemonte, Vietnam, Emilia Romagna, Abruzzo e Metropolis. Inoltre avevo ritirato il mio annuncio su “Scambi di coppia per maialoni incorreggibili” perché mi scrivevano solo suore. Dove lo ha preso? Ma è legale questa forma di marchetta elettorale? Come faccio a mercanteggiare il mio voto se dall’altra parte del telefono c’è un nastro registrato? Nel mio parco devono ritinteggiare i cancelli: siamo indecisi tra verde “esplosione intestinale”, rosso “emorragia interna” e giallo “mozzarella scaduta dal 1989”. Quasi quasi registro un nastro e lo mando a Casini per avere un consiglio. (nell'immagine eccomi al momento della telefonata: la foto è stata scattata da neri marcorè)

 

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B Factor
In una video intervista capolavoro rilasciata all’orticante Klaus Davi, l’imperturbabile Marcello Dell’Utri, bibliofilo dalla fedina penale macchiata come la pelle di un dalmata, ha ricordato commosso il fu Vittorio Mangano, già fattore (Mangano era fattore, non stalliere. Bisogna essere precisi: basta poco per infamare un galantuomo) con coppola e lupara della capitale berlusconiana. Lo stesso “Cavaliere con macchia e senza vergogna” aveva tempo fa (vedi post “Sono tornato” all’interno di questo blog) ricordato con affetto il fu Vittorio Mangano durante un discorso wagneriano in cui aveva anche invocato a gran voce la riabilitazione politica e sociale di Dell’Utri, condannato ingiustamente in primo grado dai magistrati leninisti a 9 anni per, si legge nel capo d’imputazione, “concorso nelle attività dell’associazione armata di tipo mafioso denominata Cosa Nostra… partecipando personalmente a incontri con esponenti anche di vertice di Cosa Nostra… tra cui Bontate, Teresi, Pullarà, Mangano, Cinà, Di Napoli, Ganci, Riina e Graviano”. Ieri il buon Marcello ha definito il fu Vittorio Mangano un eroe. Un eroe perché, nonostante il cancro, ha preferito morire agli arresti piuttosto che morire tra gli agi che gli avrebbe procurato la sua testimonianza contro Dell’Utri e Berlusconi. Grazie Vittorio. L’imperterrito Marcello continua dicendo che Mangano è “morto per causa mia”. Per questo il nome suo sarà benedetto, scolpito a caratteri d’oro nel cuore del Padre B, ricordato con deferenza in ogni gazebo evangelizzatore e cantato da mille Apicella nell’alto dei cieli. I maligni sostengono che sia stato un messaggio di Dell’Utri indirizzato ai mafiosi siciliani in vista delle imminenti elezioni, ma io insorgo e trasecolo contro tanta audace meschinità! Un’intervista per raccattare i voti dei mafiosi! Suvvia! Per queste cose c’è il telefono.

 

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Ritorno al futuro
Pochi giorni ancora e la stampa internazionale potrà nuovamente godere delle barzellette e dei frizzi scollacciati del “Cavaliere con macchia e senza vergogna”. Salvo clamorose sorprese, infatti, Arcore, con il suo entourage di veline e posteggiatori canterini, dovrebbe tornare ad essere la capitale della politica italiana; la campagna elettorale di Veltroni mi è sembrata efficace come una lettera d’amore scritta da Gozzilla, mentre gli altri pretendenti al trono sono oggettivamente troppo piccoli per ambire allo scranno del potere di Palazzo Chigi. L’unico ministro sicuro, a detta dello stesso cavaliere, è Tremonti (cha da anni bazzica i pic-nic e le riunioni del segretissimo e potentissimo gruppo Bilderberg: è un caso?); poi dice che Bossi, dopo una delle sue solite sparate in camicia verde, straparla a causa dell’ictus e che per questo è difficile che sia ministro: il giorno dopo nega di aver mai parlato in questi termini del senatore e accusa l’ictus di essere stato assoldato dalla sinistra massimalista per creare zizzania all’interno del PDL. Il fatto veramente importante è che Berlusconi ha disseminato gli studi televisivi di tutta Italia con i suoi cuscini con i tacchi: dopo la vittoria i cuscini saranno donati alle sezioni di partito dove saranno esposti alla devozione popolare. Il primo miracolo sembra già essere avvenuto: un cameraman di Sky, che si è fatto largo tra la folla per sfiorare un lembo del cuscino, dopo essere stato travolto da un misterioso profumo di banconote appena stampate, ha improvvisamente cominciato a parlare come Raimondo Vianello ed è guarito dal singhiozzo che lo tormentava ormai da più di sette minuti.

 

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Mad Max
Il presidente della FIA Max Mosley beccato a chiappe al vento mentre si esibisce con 5 prostitute in una sfavillante performance sessuale stile lager nazista. C’è un video di ben 5 ore che documenta come il potentissimo Mosley non abbia alcuna difficoltà ad interpretare sia il personaggio dell’inflessibile aguzzino nazista sia della vittima angariata da sexy torturatrici a luci rosse. Da più parti si richiedono le dimissioni di Mosley, ma la FIA ha comunicato che non prenderà alcuna posizione a riguardo, anche perché parlare di “posizione” in una circostanza del genere risulta molto buffo. Io sinceramente non mi meraviglio più di tanto: Mosley non è certamente l’unico pezzo grosso a vivere una vita sessuale alternativa e fuori dell’ordinario anche se non riesco ad afferrare quale sia la raffinatezza erotica del vivere una situazione di questo genere. Innanzi tutto se potessi permettermi 5 prostitute le proporrei in omaggio a qualche politico o a qualche vescovo per sistemarmi, non le vestirei certo da deportate o da kapò; ma Mosley non ha i mei problemi e se lo può permettere. Non accetto inoltre la tesi di chi ha giustificato le 5 squillo, costrette a subire una prestazione lavorativa così umiliante. Non sono affatto d’accordo. Le signorine in questione erano professioniste di un certo livello, non povere extracomunitarie raccattate per strada costrette a priori a dire di sì a qualunque proposta. Credo che loro, se avessero voluto, avrebbero potuto rinunciare tranquillamente ai bigliettoni fiammanti di Mosley senza la paura di non riuscire a mangiare.