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Impresa di pulizia Goebbels
Sono cominciate le pulizie primaverili, un po’ in ritardo, ma come si sa “le stagioni non sono più quelle di una volta”. In venti hanno demolito a randellate un call-center e due negozi di alimentari nella periferia di Roma; tutti e tre gli esercizi hanno in comune il fatto di essere gestiti da extracomunitari. I venti intellettuali erano guidati da un capo che, standosene in disparte, diligentemente dirigeva le operazioni incanalando al meglio le energie dei giovani filosofi con suggerimenti e consigli puntualmente raccolti dai solerti discepoli. I giovani pare che fossero bendati con cappucci solcati da svastiche e altri simboli ameni, ma non perché fossero dei vigliacchi: sarebbe ingiusto giungere ad una conclusione così affrettata e negativa. Il gruppetto, infatti, aveva il volto coperto perché formato interamente da soggetti allergici (secondo un recente studio babilonese i soggetti allergici ubbidiscono 2 millesimi di secondo più rapidamente rispetto ai soggetti non allergici) che, a causa della stagione calda e del venticello laziale hanno dovuto tutelare le vie respiratorie con degli scomodi cappucci ariani. Alemanno ha espresso il proprio sdegno per un episodio che rischia di inasprire il confronto con gli extracomunitari, in un momento in cui italiani e stranieri vivono in piena armonia anche grazie alle recenti e brillantissime iniziative del governo. Alemanno, ex picchiatore fascista pregiudicato, condanna un raid punitivo di neonazisti nella città in cui è sindaco. Visto da fuori mi sembra credibile quanto una ex pornostar che invita le ragazze a non fare le ammucchiate. A Verona un ragazzo ucciso da un branco sciolto di neonazisti, ora una vera e propria missione squadrista con tanto di supervisore in impermeabile nero a sovrintendere alla missione. Fini ancora non si è espresso, ma sono certo che riterrà più gravi i fischi allo stadio durante l’inno di Mameli che una piccola operazione in pieno stile nazista. (nella foto un gruppo di studio "Amici della mazza ferrata" durante un corso di aggiornamento)

 

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Sotto assedio

Ormai è evidente: bisogna spuntare le unghie di Marco Travaglio. In seguito alla sua intervista a “Che tempo che fa”, è stato impartito l’ordine di aprire il fuoco. Dopo le critiche della politica e dei vari pennivendoli e gollum della tv è arrivata la lezione di giornalismo impartitagli da D’Avanzo e le fantozziane accuse di aver soggiornato in un residence siciliano con spese a carico di un mafioso. Nella puntata di ieri di AnnoZero i colpi sono stati inferti dal sindaco di Verona e dall’ex ministro Castelli il quale si è prodotto in una ridicola performance che, con lo scopo di screditare Travaglio, non ha fatto altro che ringalluzzire lo scomodo giornalista. Ringalluzzire perché ad inizio puntata Travaglio è effettivamente apparso un po’ stanco: non devono essere giorni facili. Castelli lo definisce un “condannato pregiudicato” per aver perso una causa civile con Previti e Travaglio fa notare come Castelli, per 5 anni ministro della Giustizia, non sappia che si chiami “soccombente”, e non “condannato”, chi ha perso una causa civile e che di conseguenza non sia nemmeno “pregiudicato” a differenza del segretario del partito di Castelli e di molti altri suoi colleghi del Parlamento. Se ieri, come quando era ministro, Castelli avesse avuto Ghedini e Pecorella a suggerire come faceva Boncompagni con Ambra, forse avrebbe evitato l’ennesima figuraccia. Intanto AnnoZero, per la puntata su Grillo, e Travaglio aspettano novità… (il botta e risposta D'Avanzo- Travaglio http://www.antimafiaduemila.com/content/view/5360/48/ )

 

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Che tempo che fa II
Se qualcuno mettesse in giro voci infamanti su di me e queste chiacchiere fossero pubblicate in 2 libri, perché dovrei aspettare mesi prima di adire le vie legali per tutelare il mio buon nome? Ammesso che ne abbia uno. Non ha senso. Invece è così, senza un apparente senso, che si è comportato Schifani nei confronti di Travaglio. La querela è scattata solo quando Travaglio è andato in tv, ma i fatti riguardanti le amicizie pericolose del neo Presidente del Senato erano noti da mesi ormai. La logica non sembra essere di casa nel comportamento di Schifani che in queste ore ha dato mandato ai suoi legali per querelare i “colpevoli”. Travaglio predice il suo futuro: «L'Authority sanzionerà Che tempo che fa di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere. Poi - ha detto Travaglio - la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero. E così si saranno tolti il problema». Intanto si parla di tutto tranne che di una sola cosa, dell’unico nodo rilevante: ma i fatti su Schifani, sono veri? C’è qualche pennivendolo o teleimbonitore che abbia sollevato la questione invece di dissertare sul ruolo dello zerbino Fazio, della Rai e di altri inutili orpelli che servono solo a distrarre dalla vera questione: perché è stato crocifisso Travaglio e non Gomez e Abbate che, molti mesi fa, pubblicarono le stesse notizie su Schifani? Il Presidente del Senato ostenta superiorità e distacco; la Rai lo intervista sulla vicenda e lui svicola come un’anguilla sfociando in un incomprensibile politichese da cui solo una frase sembra avere senso: “Chi deve pagare, pagherà”. (nella foto, Marco Travaglio al suo nuovo posto di lavoro)

 

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Che tempo che fa
Marco Travaglio va da Fazio, parla di Schifani e delle sue sconvenienti amicizie di venti anni fa e scoppia il putiferio. La cosa buffa è che non si tratta di notizie nuove perché erano già state pubblicate da Lirio Abbate (che è sotto scorta in quanto minacciato dalla mafia) e Peter Gomez ne “I complici” e dallo stesso Travaglio nel suo ultimo libro, sempre in collaborazione con Gomez. Nessuno aveva alzato alcun polverone perché in Italia si legge poco e finché tutto resta confinato ai libri possiamo far finta di nulla. Ma ieri Travaglio ne ha parlato in tv e ha potuto così raggiungere persone che hanno come unico riferimento culturale “Buona Domenica” e Pippo Baudo e che, come le ultime elezioni hanno dimostrato, sono la maggioranza del paese. E questa è una cosa pericolosa. Dopo l’avvertimento a Santoro della settimana scorsa ora tocca a Travaglio che viene attaccato da tutti: dal Pdl, dal Pd e dai vertici Rai. Fazio stasera ha letto un comunicato in cui chiede scusa per le dichiarazioni di Travaglio e dice di non essere colpevole di nulla: senza rendersene conto traccia un bilancio della sua carriera in cui dice di non avere mai avuto questo tipo di problemi. Vantandosene pure. Ma se Fazio è passato indenne tra ukase vari un motivo ci deve pur essere: è inoffensivo e questa è l’unica qualità indispensabile per fare televisione oggi. Mentre leggeva il comunicato ho provato vergogna per lui.

 

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Mille miss per un nazista
Polverone di polemiche sull’iniziativa di un intraprendente organizzatore che avrebbe invitato il capitano Erich Priebke, volenteroso carnefice nazista alle Fosse Ardeatine, in qualità di giurato ad un concorso di bellezza. La comunità ebraica e l’opinione pubblica sono insorte per urlare il proprio sdegno contro il promotore dell’audace trovata, accusandolo ingiustamente di volersi fare pubblicità sfruttando biecamente un fatto così doloroso. Mai accuse furono così ingiuste! In realtà l’eroico organizzatore aveva pensato di invitare Priebke per assassinarlo e porre così fine alla sua puzzolente vita in camicia bruna. Non volendo usare la violenza, essendo egli uomo timorato e sensibile, ha escogitato un piano sottilissimo, degno di Willy il coyote: invitare il nonno del Reich ad un concorso di bellezza e fargli raggiungere il fuhrer con un sexy infarto. Tette e cosce addestrate a tale scopo erano pronte da settimane in un retrobottega della Caritas di Mondovì. Ragazze pronte all’eroica missione erano già state preparate in segreti campi d’addestramento del SISDE dove esperti del settore avevano potenziato le loro già splendide fattezze con silicone, botox e margarina per avere la certezza di un collasso cardiaco extralarge. Mimun con il suo servizio al Tg5 ha fatto saltare la copertura: Priebke ha infatti dichiarato che non si presenterà al concorso e che trascorrerà la serata pugnalando la sua moquette cantando motivetti di Strauss. Raggiunto telefonicamente nel suo agriturismo di Rio da Michele Cucuzza per un commento sulla vicenda, il dottor Mengele gli ha sbattuto il telefono in faccia ed è tornato a clonare tartarughe d’assalto per l’avvento del Nuovo Reich. (nella foto due delle eroiche miss durante un'esercitazione dei corpi speciali)

 

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I cento passi
Cosa direbbe oggi Peppino Impastato delle dichiarazioni di Berlusconi e Dell'Utri sul "martire ed eroe" Mangano? O dei murales alla Warhol apparsi a Palermo con il faccione occhialuto di Matteo Messina Denaro, l'ultimo grosso latitante mafioso? O del neo senatore UDC Cuffaro? Anche oggi non avrebbero potuto imbavagliarlo, anzi, con internet chissà che polveroni avrebbe saputo alzare... Quanto casino ha creato questo ragazzo...due palle d'acciaio in un fisico esile che sembrava non resistere ad una folata di vento. Oggi sono 30 anni che lo hanno fatto saltare in aria. Peppino ha avuto anche la sfortuna di essere ucciso il 9-5-78, giorno in cui è stato fatto ritrovare il cadavere di Aldo Moro. Nel giorno in cui tutta Italia, giustamente, era sgomenta per la morte del suo presidente del consiglio, che rilevanza poteva avere la morte di un rompicoglioni qualunque fatto passare anche per terrorista? Magari non è stata nemmeno una coincidenza...




 

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Bandiere al vento
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Gianfranco Fini a “Porta a Porta” condanna l'episodio di violenza che ha portato alla morte del giovane picchiato dai naziskin a Verona. Il presidente della Camera denuncia “un malessere profondo” e invita la politica a “non rinunciare a un ruolo pedagogico”. Nel ricordare che An ha annunciato “tolleranza zero” contro la criminalità degli immigrati ma anche in questi casi, Fini ha definito però “più gravi gli scontri anti-israeliani a Torino”. Il Pdci insorge: gravi speculazioni.

I soliti comunisti insorgono schizzando infamia sul nuovo Presidente della Camera accusandolo di considerare più grave qualche bandiera bruciata che la vita di un ragazzo massacrato per futili motivi da un gruppo di balordi. Le solite interpretazioni allegre di un’opposizione ormai allo sbando dopo la sonora batosta elettorale. Forse costoro sanno quanto costa la stoffa delle bandiere? Forse costoro sanno che il mercato mondiale delle bandiere è in ginocchio? A questo si riferiva Fini, era talmente difficile capirlo? Il nuovo Presidente della Camera, a differenza di queste vecchie ciabatte, conosce bene la situazione attuale della produzione e del commercio delle stoffe da bandiera e lo ha voluto sottolineare da un pulpito sempre pronto ad informare correttamente il cittadino: “Porta a Porta”. Dove si andrà a finire se si bruciano impunemente le bandiere? Quella americana e israeliana poi! Che sono tra le più difficili da realizzare! Spero che Veltroni si dimetterà e che Diliberto e Bertinotti rettifichino le loro posizioni: non possiamo aspettarci altro. (nella

foto Rupert Aguilera, chairman della GiJoe Enterprises, la principale fabbrica mondiale di bandiere)

 

La vignetta di Oriana

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Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, ha inaugurato nell’ateneo del Papa un vero e proprio museo dedicato a Oriana Fallaci. Nella sala, oltre ai 636 libri donati dalla stessa Fallaci, sono conservati cimeli, fotografie e ricordi della giornalista scrittrice. Dopo il battesimo in technicolor di Magdi Allam questa sembra essere un’altra provocazione per mettere il bastone tra le ruote nel dialogo islamo-cristiano. Allam farnetica di essersi convertito perché non esisterebbe un islam moderato, affermazione che ha più volte fatto la stessa Fallaci la quale si è spinta ben oltre nelle sue dichiarazioni islamofobiche identificando l’Islam con Bin Laden e arrivando persino a minacce vere e proprie come quando si discuteva della costruzione della moschea che sarebbe dovuta sorgere a Colle Val d'Elsa: "E' vicino casa mia, prendo l'esplosivo e la faccio saltare". Frase che suscitò il plauso di Calderoli, pork-sitter part time. E il Vaticano le costruisce un altarino accostandola a S. Caterina da Siena. Un aneddoto che pochi conoscono, ma utile ad inquadrare ulteriormente il fine della crociata Fallaci risale al febbraio 2006 quando, ricevendo la medaglia d'oro dal presidente del Consiglio regionale della Toscana nella sede del consolato italiano a New York, la Fallaci aveva annunciato che stava preparando una vignetta su Maometto, proprio qualche settimana dopo la pubblicazione delle caricature sul Profeta che avrebbero provocato nel mondo in tutto 130 vittime. Il Giornale della Toscana spiegava che la scrittrice aveva detto di voler raffigurare Maometto “con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella col burqa. La matita, per ora, si è infranta sulla figura della cammella, ma il prossimo tentativo probabilmente andrà meglio”. Un’altra mossa azzeccatissima delle menti del Vaticano.

 

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Anno Zero
Non sono un consumatore costante di Annozero né un grande fan di Grillo, ma la puntata di ieri sera ho voluto guardarla dall’inizio alla fine per cercare di capire un po’ meglio le posizioni del comico genovese. Almeno queste erano le mie intenzioni. Tra gli ospiti però c’era Vittorio Sgarbi che si è prodotto in una diffamazione continua contro Travaglio (che risponde invocando un ricovero coatto per Sgarbi) apostrofandolo in ogni modo possibile (da "pezzo di merda" a "faccia da tonto"), sbraitando e starnazzando facendo passare in secondo piano il tema della puntata. Oltre che con Travaglio, Sgarbi si è scatenato anche contro Santoro, il quale si è dissociato dalle dichiarazioni di Grillo, ma è stato considerato comunque reo per aver trasmesso spezzoni in cui il comico se la prendeva con Umberto Veronesi. Puntuale si è fatta sentire oggi la voce del presidente Rai Petruccioli che ha dichiarato senza tanti giri di parole che a Santoro non sarà più permesso di utilizzare il suo spazio televisivo per metterlo a disposizione di personaggi che ne fanno un uso indecente. Santoro avvisato mezzo salvato. Petruccioli ha stigmatizzato la scelta di Santoro, ma nulla ha detto circa il comportamento a dir poco incivile e animalesco di Sgarbi. Sarà un caso. L’aria che si respira non è delle migliori, mi sembra quasi di risentire l’eco lontano dell’ukase bulgaro riavvicinarsi al ritmo del passo dell’oca. Vedremo come andrà a finire. (nella foto Sgarbi e Travaglio durante la pubblicità)

 

Morte di un chimico

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Durante un’orgia stile rinascimentale si è spento ieri in Svizzera all’età di 102 anni Albert Hoffman, il chimico che nel 1943 ha scoperto l’LSD: l’unica sostanza in grado di rendere sopportabili le opere di Federico Moccia. Hoffman scoprì l’LSD per caso: era in laboratorio a scrivere lettere anonime a Charlie Chaplin quando gli cadde sulla mano una provetta in cui erano contenute sostanze su cui stava lavorando per cercare un antidoto alla erre moscia. Hoffman fu colto da un senso d’irrequietezza e stordimento e, senza rendersene conto, si ritrovò su un palco a suonare l’inno americano davanti una folla estasiata pizzicando le corde di una chitarra elettrica con i denti. E non erano i suoi denti. Al termine dell’ultimo riff si ritrovò altrettanto inspiegabilmente nel suo laboratorio: era stato un sogno indotto da quella sostanza o dal caffé alle cozze di quella mattina? Inizialmente l’LSD fu utilizzato come prezioso aiuto nella psicoterapia (i pazienti ne facevano forte uso per sopportare le salatissime parcelle mediche), ma poi divenne uno strumento mistico grazie al quale era possibile aprire “le porte della percezione” o quantomeno fu la soluzione per quegli anziani che non avevano più l’età per rincorrere le rane nelle campagne. L’LSD fu proibito negli Stati Uniti e in tutto l’Occidente tanto che la California scese in piazza e con un referendum chiese di passare alla Sierra Leone. Grazie all’LSD sono stati scritti capolavori come le canzoni dei Doors, Led Zeppelin e la Spe Salvi di Benedetto XVI. Hoffman sarà cremato e le sue ceneri saranno disperse nei tubi di ventilazione della casa editrice di Playboy.
(nella foto Albert Hoffman cerca di costruire una caserma dei pompieri con la struttura molecolare dei baffi di Hitler)