La satira vive!

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Da pochi minuti è terminata la puntata di Anno Zero dedicata alla “deforma” Gelmini. Il video degli scontri di Roma è stato illuminante: il poliziotto che al momento dei fermi dice al capo dei neofascisti “Francesco, vai via” chiarisce tutto. Preferisco parlare però del ritorno in tv di Sabina Guzzanti che, vestita da Berlusconi in versione divus con tanto di corona di alloro e lira, si è “infiltrata” nella trasmissione di Santoro. Interventi brevi i suoi, ma che immediatamente hanno evidenziato quale sia il livello attuale della comicità e della satira in tv: sotto zero. Ho pensato a Zelig, a Colorado, al Saturday night italiano (se fossi Steve Martin li querelerei subito per lesa maestà) e anche a Crozza che, stringi stringi, punge fino ad un certo punto stando attento a non calcare troppo la mano. Ah, ho dimenticato il Tg4. Ho visto Sabina e ho avuto un ulteriore conferma di quanto ci sia bisogno della satira; che sia fatta sui giornali (oggi ho letto che anche M sta rischiando grosso...), per radio, sui volantini, con gli sms, non importa...ciò che conta è non smettere di farla e sfruttare qualunque spazio disponibile. Internet ci dà una grossa mano. Tanti blog satirici di sconosciuti come me che firmando con nome e cognome scrivono, sicuramente meno bene ma con lo stesso entusiasmo, quello che i vari Luttazzi, Guzzanti, Rossi non possono più dire in tv. Non facciamo morire la satira in attesa che riconquisti il posto che merita.

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Volevamo uccidere Obama

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Nonostante le ottime cose che ha fatto il nazismo per l'umanità (ispirato Schindler's List, il videogame Medal of Honor ed aver fatto sparire dalla terra il taglio di baffi alla Hitler), ogni tanto qualche episodio isolato intacca l'ottimo ricordo che ne ha l'umanità. Due giovanissimi skinheads
americani sono stati arrestati perché stavano pianificando l'assassinio di Obama: i due avevano progettato di irrompere nella scuola di Memphis dove Obama avrebbe tenuto un suo discorso, ricoprire di pallottole gli studenti (quasi tutti neri) e poi decapitare Barack. Fin qui tutto ineccepibile. Il piano dei due era geniale nella sua semplicità: rapinare un'armeria a viso scoperto (ma camuffando la voce in modo da non essere identificabili), intrufolarsi nella scuola travestiti da Arnold e Webster ed iniziare il massacro sulle note di Wagner; i due avevano ingaggiato la Royal Philarmonic Orchestra per eseguire il brano dal vivo, ma sono stati traditi dallo zelo di un impiegato scolastico: già da sei mesi i 54 orchestrali erano nascosti sotto il leggio dell'aula magna della scuola, ma solo pochi giorni prima del massacro un bidello si è insospettito quando ha notato al centro del palco un'enorme ghigliottina ricoperta di adesivi “Obama, sporco negro” . Un dettaglio insignificante che la maggior parte delle persone avrebbe trascurato, ma non il bidello Winston che con il suo acume ha salvato la vita di Obama e degli studenti della sua scuola. Episodio che comunque non gli eviterà il licenziamento per aver molestato lo scheletro del laboratorio di scienze. I giovani neonazisti saranno a breve condotti in un carcere di massima sicurezza dove i detenuti di colore hanno già ordinato via mail i barili di acido per sciogliere i due cadaveri.

(nella foto: Obama e Superman pochi minuti prima di abbassarsi le mutande per verificare chi sia il vero supereroe)

 

Circo Veltroni

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Dopo mesi di letargo Veltroni scende in piazza. Basta un unico dato per evidenziare come il suo discorso sia stato sostanzialmente innocuo: Berlusconi non si è incazzato. Un bello spettacolo per gli occhi: bandiere, cappellini colorati, qualche striscione; per le orecchie è stato meno divertente: quando Veltroni ha impugnato il microfono ho capito perché abbiano scelto un circo dove farlo parlare. Belle parole, bei propositi, anche qualche battuta su Berlusconi. Peccato siano venute dal capo di un'opposizione che finora non si è opposta e che anche adesso, nonostante i proclami, non mi sembra così convinta di voler fare “la guerra” al governo. Fassino, Rutelli e D'Alema hanno seguito il discorso di Veltroni quasi abbracciati: quest'immagine ha comunicato all'esterno il messaggio di una coesione d'intenti, era questo lo scopo, ma la verità è un'altra: se fossero stati staccati l'uno dall'altro nessuno li avrebbe notati; come tanti fogli di carta velina, presi singolarmente avrebbero mostrato tutta la loro debolezza e trasparenza, mentre ammassati gli uni sugli altri hanno dato l'idea di una qualche consistenza. Una bella gita in un pomeriggio di sole, niente di più.


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Ministri (senza ) ombra

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Chi aveva ancora dei dubbi ha potuto verificare quanto effettivamente contino i ministri dell'esecutivo Berlusconi. Finora lo abbiamo appurato in modo inequivocabile con Alfano: lui è solo quello che firma gli autografi e canta in playback ai concerti, ma è Ghedini che scrive e registra le canzoni; poi con la Prestigiacomo: non l'ho mai sentita parlare dell'emergenza rifiuti a Napoli. Eccetto quando facciamo sesso: durante l'orgasmo di solito urla i dati planimetrici della discarica di S.Arcangelo Trimonte; con Frattini: di lui non devo aggiungere altro, basta soffermarsi sul suo sguardo vispo. Ieri è stato il giorno della Gelmini. Era presente alla conferenza stampa, ma sembrava tutto fuorché il ministro direttamente chiamato in causa dalle proteste di questi giorni: era un cartonato a grandezza naturale. Ma meno loquace ed espressivo. Berlusconi a difendere l'indifendibile nonostante avesse la testa da un'altra parte per problemi più seri, e lei immobile, zitta e ferma come una bambola gonfiabile. Il giorno dopo Berlusconi ha negato di aver detto di voler inviare le forze dell'ordine contro gli studenti, anzi ha negato di aver partecipato alla conferenza stampa; nelle stesse ore della smentita, la Gelmini era in autostrada e stava facendo ritorno a casa: alla fine dell'incontro di ieri è andata a fare la spesa, è rimasta in fila alla cassa per venti minuti, poi si è stancata, ha lasciato le buste ed è andata in un minimarket di Reggio Calabria: tutto regolare, ma lì le file sono più veloci.

 

Nuova puntata TgNG

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Nuova puntata del TgNG, il telegiornale che ha fatto dell'autoerotismo una linea editoriale. Ringrazio Angelo Mazzei per il premio "Satiro d'oro 2008" da condividere con Kazinger (aka Giampierguido Sbombardati, aka Giorgio Magri), ovvero la soubrette in studio che legge le notizie, e Andrea Esse, ovvero il tecnico-regista-producer-inquisitore-montatore. Il Tg è ancora in alto mare rispetto a quello che vorremmo fare, ma i problemi sono tanti e non abbiamo un euro...tutto artigianale. Da questa puntata la qualità video è notevolmente migliorata grazie ad Andrea che ha individuato una compressione adeguata (ora è possibile leggere il sottopancia del Tg senza perdere troppe diotrie). Per le prossime puntate ci sono diverse novità in serbo, sperando di poterle realizzare in tempi umani...Le altre puntate del Tg le trovate qui: segnatevevelo... segnatetevelo... insomma, linkatevelo!
Suggerimenti, critiche e proposte esplicitamente sessuali sono bene accette.

 

Tette e opposizione

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Oggi avrei dovuto parlare del nuovissimo calendario delle tette di Sara Varone (il viso fa solo una fugace apparizione in un paio di foto), ma sono stanco di essere sempre serio e così ho deciso di prendermi una pausa ed affrontare un tema più leggero e frivolo: Walter Veltroni. L'uomo che ha trasformato l'opposizione in un' eventualità remota ha ufficialmente preso le distanze da Antonio Di Pietro che in questi mesi ha evidenziato come le capacità politiche di Veltroni siano...uhm.. Ehi! Veltroni NON HA capacità politiche! E anche se le avesse, poi...in quale direzione remerebbe? Veltroni non conosce la differenza tra destra e sinistra. Ogni volta che sta per entrare in Parlamento si ferma e china lo sguardo: Bertinotti gli ha regalato un braccialetto che gli ha messo al polso sinistro; prima di aprire la porta Veltroni lo guarda, ricorda qual è la sinistra e capisce da che parte deve andarsi a sedere. Solo così riesce a non sbagliare posto e ad evitare di sedersi vicino a Gasparri. Dopo aver tagliato i ponti con Di Pietro, Veltroni ha ricordato che il 25 ottobre il PD scende in piazza; Veltroni non sta nella pelle: le bandierine sono venute benissimo. Non si sa contro chi o contro cosa manifesterà , ma ha comprato una camicia nuova e non vede l'ora di mostrarla in pubblico. Solo la Lega ci può salvare, e questo è il dato più agghiacciante.


(nella foto Sara Varone cerca di coprire il vestito con le tette)
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Volevo essere Papa

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Oltre che dal sesso e dai film di Sasha Cohen, papa Ratzinger è ossessionato dalla scienza. Nel discorso in occasione dei dieci anni dell'enciclica “Fides et Ratio” di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ha attaccato gli scienziati, a suo dire spesso e volentieri rei di portare avanti le proprie ricerche solo per i soldi o per il desiderio di volersi sostituire a Dio. Soldi e desiderio di sostituirsi a Dio? Ehi, erano questi i motivi per cui da piccolo volevo diventare papa! Poi ho lasciato perdere e ho preferito affiliarmi a Cosa Nostra: ambiente meno immorale. L'idea che ha Ratzinger dello scienziato è quella che aveva Stan Lee, con la differenza che Lee ci ha tirato fuori dei fumetti fantastici e non si è mai vestito come uno dei supereroi che aveva creato. La vera preoccupazione di Ratzinger? Che prima o poi la scienza arrivi ad illuminare le zone d'ombra che la Chiesa sfrutta per manovrare il portafogli del suo gregge. Non c'entra la fede o l'etica: è solo business.
Successivamente il papa ha rivolto un messaggio in occasione della giornata mondiale dell'alimentazione sottolineando come “i mezzi e le risorse di cui il mondo dispone al giorno d'oggi sono in grado di fornire cibo sufficiente per soddisfare le crescenti necessità di tutti”. Poi ha bestemmiato in modo agghiacciante perché durante la benedizione ha premuto troppo il bombolone che stava mangiando e la crema gli ha imbrattato la sua stola portafortuna e una babbuccia. Se il Vaticano vendesse uno solo dei capolavori artistici di cui è proprietaria sfamerebbe per un paio d'anni mezza Africa occidentale. Non lo fa perché altrimenti l'Africa orientale sarebbe gelosa. Santi uomini...

(nella foto Ratzinger dopo essere scivolato sulla crema del bombolone)

 

Columbus Day

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Mentre Mara Carfagna è ormai in balia della sindrome di Capezzone e rilascia dichiarazioni agghiaccianti non appena vede un microfono (ieri si è impossessata del viva voce di un ipermercato milanese e si è paragonata a Condoleezza Rice), il suo PIGmalione vola negli Stati Uniti a salutare l'amico George che da gennaio potrà bombardare il medio oriente solo come privato cittadino. La visita è avvenuta in coincidenza con i festeggiamenti del Columbus Day, il Giorno di Colombo; Berlusconi è rimasto sorpreso nel constatare come in America si dia tanta importanza ai telefilm: “George, addirittura un'intera giornata dedicata al tenente Colombo?”
I due vecchi amici si sono esibiti in una serie esilarante di battute e lazzi che hanno mandato in visibilio i giornalisti: pezzo forte la gag in cui Berlusconi si stende a terra fingendo di essere Baghdad mentre Bush si appende al lampadario e gli lancia addosso della farina simulando un bombardamento al fosforo. In serata Berlusconi ha telefonato ai due contendenti alla presidenza americana: con Mc Cain ha ricordato l'esperienza comune del Vietnam, quando entrambi erano prigionieri in un campo vietcong sprovvisto di aria condizionata, mentre con Obama si è confrontato sulle dimensioni intime vantandosi di essere in grado di forzare una serratura blindata con le mani dietro la schiena.

 

Maratrix

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Lo studio di Matrix fa da cornice al tentativo di beatificazione di Mara Carfagna. Il monologo della ministra inizia con una sperticata lode all'imparzialità di Mentana il quale ricambia la gentilezza azzerbinandosi per tutta la puntata. In un crescendo autodelirante la Carfagna si paragona prima a Reagan e a Schwarzenegger, poi farnetica di una regia occulta che avrebbe scatenato l'offensiva nei suoi confronti macchinando nell'ombra per farla dimettere; mi sembra di vederli: ecco i vertici dei servizi segreti deviati riuniti in un bunker del Vaticano con finanzieri ed editori per pianificare il linciaggio mediatico di un politico così innovativo e pericoloso. Poi le solite banalità: le donne mi invidiano e i maschilisti mi osteggiano. Bla, bla, bla, bla, bla. La laurea in legge sventolata ogni momento nel tentativo di renderla più interessante del suo calendario, un'opera artistica la sua, mica come quelli della Ferilli o della Falchi. Missione fallita. Capitolo Berlusconi. Per Mara l'unica colpa del premier è stata quella di avere imposto, lo ha ammesso serenamente lei stessa, l'ascesa politica di una giovane e bella ragazza, ma solo per le sue doti intellettuali. Benissimo. Peccato che il premier in questione sia Silvio Berlusconi, il cui hobby preferito è notoriamente la gnocca. Berlusconi le avrebbe affidato mai un ruolo di responsabilità e prestigio in una sua azienda? La Guzzanti? “Una poveraccia fragile mentalmente che mi dispiace quasi di aver citato in giudizio”. Di certo c'è che della ragazza simpatica e solare che cinguettava nei programmi di Mengacci e Magalli non è rimasto nulla; la Carfagna di oggi è presuntuosa e incolore, annegata nella recita di una parte troppo più grande di lei.


 

Una brava giornalista, due anni dopo.

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Il 7 ottobre di due anni fa la giornalista Anna Politkovskaja moriva nell'ascensore del suo palazzo.
Non fu una morte naturale perché i 4 proiettili ritrovati nel suo corpo (uno in testa) hanno da subito fatto sospettare agli inquirenti che potesse trattarsi di un omicidio. Il ministero dell'interno aveva raccomandato al killer di simulare una rapina, ma in tv c'era l'ultima puntata di “Un posto al sole” russo e per non perdersela il sicario ha fatto le cose di corsa. Putin e il suo entourage erano da tempo bersagliati dalle critiche e dalle accuse durissime della coraggiosa giornalista soprattutto per la condotta dell'esercito russo in Cecenia. All'epoca, ma solo ai maligni, Putin non apparve proprio dispiaciuto della notizia, ma ognuno esprime il proprio dolore a modo suo e lui mi sembrò sinceramente affranto tra le tette di quelle 12 ballerine ucraine vestite solo di sudore. Dopo Anna fu il turno dell’ex spia russa Alexander Litvinenko che fu avvelenato con il polonio 210 mentre era in Inghilterra ad indagare proprio sulla morte della giornalista. In Russia non conviene essere un giornalista onesto e coscienzioso: negli ultimi 10 anni ne sono stati uccisi 200. In Italia i giornalisti non se la passano meglio: se non tengono gli occhi aperti rischiano di finire a lavorare a Studio Aperto. Vespa ha ricordato in queste ore la Politkovskaja sottolineando come anche lui abbia ricevuto numerose minacce dopo un durissimo special di “Porta a Porta” dedicato a L'isola dei famosi.

(nella foto Berlusconi commemora la giornalista davanti un commosso Putin )

 

Si comincia!

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Prima puntata ufficiale del TgNg che scrivo in collaborazione con Kazinger (il brutto ceffo che legge le notizie). Questa puntata e le successive le troverete sul blog del TgNg: fateci un salto e commentate lì per un eventuale scambio link.

 

Quando lo dico io!

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Gli episodi di pedofilia da parte di uomini e donne di Chiesa stanno pericolosamente calando a causa della mancanza della materia prima. I conti non tornano: milioni di coppie che si professano cattoliche e così pochi figli? Il Papa invita i cattolici a non usare pillole, preservativi, spirali e bustine di buondì spronandoli invece a cronometrare i ritmi naturali della donna e a scopare di conseguenza. Il Santo Padre ha rivolto un accorato appello alle sue pecorelle sposate: “Figlioli, se proprio non potete farvi carico di un figlio astenetevi dai rapporti sessuali durante il periodo fertile. In quei giorni fate un sacrificio e limitatevi solo ai rapporti orali e a quelli anali. All'uomo è consentito affittare una rumena e nei casi più gravi un paio di brasiliane. I trans solo se il prezzo è conveniente. La donna? Che faccia qualche bagno caldo in più.” “Il fine ultimo del matrimonio è procreare e riprendere il tutto per “La vita in diretta”, non dimenticatelo”.

(nella foto, Jessica Alba: non c'entra niente, ma almeno ci distraiamo un pò da queste cazzate papali)

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Ukase bulgaro

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Posto una mia vecchia vignetta dopo aver visto che è stata riproposta nel nuovo sito di Sabina Guzzanti. L'ho disegnata dopo l'ukase di Berlusconi e colorata qualche mese fa. L'ukase,come tutti sanno, in realtà non c'è mai stato ed è frutto solo della mia fantasia.