Buon 2009!

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Tanti auguri alle mie lettrici...



 

                        e





     ...Tanti Auguri ai             miei lettori!




(Per le amiche deluse dal pettorale di Brad Pitt: vi prometto che la prossima foto sarà di un manzo nostrano. Per Arturo e per quei pochi che sono interessati anche al suo nome, la giovincella è Scarlett Johansson)

P.S
Sto avendo problemi con il feed: mi è stato comunicato che in molti hanno provato ad iscriversi inserendo la propria mail nella "mail form" a sinistra ma la richiesta non è arrivata a destinazione: vi prego di riprovare, riprovare, riprovare. Ne va del mio onore. Ammesso che ne abbia mai avuto uno.
Grazie
Bruce Lee


 

007 Missione Erezione

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Non sempre si ha la fortuna di essere nella condizione di poter torturare il proprio interlocutore per estorcergli informazioni. A volte capita di essere costretti a lasciare le tenaglie, la sega elettrica e il cd di Povia sul comodino ed accontentarsi di un accordo incruento, sicuramente meno divertente ma spesso altrettanto fruttuoso. E non sempre il denaro è la miglior merce di scambio per convincere qualcuno a spifferare. Lo sanno bene gli agenti della CIA che hanno lasciato il portafoglio a casa e comprato informazioni dai capi villaggio afghani in cambio di viagra. Il nuovo motto della CIA è: “Tu mi dici quello che sai sui talebani ed io risveglierò il dragone che da anni giace svenuto nelle tue mutande”. Per far comprendere ai capi villaggio quale sarebbe stato l'effetto reale delle pillole hanno fatto partire prima un dvd con un discorso di Veltroni e poi uno di Obama per rappresentare visivamente il “pre” e il “post” viagra: ora sei moscio come Walter, ma se spifferi tutto diventerai uno stallone nero. Inutile sottolineare come la nuova forma di baratto abbia riscosso un grande successo. I talebani però non sono rimasti a guardare e invece della decapitazione hanno architettato una punizione ben più feroce per i collaborazionisti: costringerli a consumare le pillole blu in rapporti sessuali con Nilla Pizzi e Silvana Pampanini. Questa tremenda ritorsione non ha però arginato il boom di richieste di collaborazione con gli USA; pare che Berlusconi ed Emilio Fede abbiano convocato l'ambasciatore americano in Italia per chiedere un incontro con i vertici della CIA: avrebbero informazioni freschissime sui talebani.

 

Finché la barca va

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Dopo le ultime sparate di Berlusconi e Ratzinger, ultime in senso cronologico dato che certamente ne seguiranno altre, il suolo italico non ce l'ha più fatta e si è sfogato con un terremoto. In questi giorni di festa però voglio parlarvi di argomenti che hanno a che fare con la religione, quindi niente Berlusconi e niente Ratzinger nonostante entrambi si affannino da anni a spacciarsi come interlocutori divini. Venti anni fa due fratelli, noti alle forze dell'ordine locali per contrabbando di stati d'animo alterati, durante una scorribanda sul lago di Tiberiade si imbattono nel relitto di una barca risalente al I sec. dopo Cristo. Una barca anonima, come ce n'erano tante all'epoca. Una scoperta archeologica rilevante ma senza implicazioni mistiche. La chiesa locale infatti mantiene la calma e 25 minuti dopo imbastisce il business spacciandola per la barca usata da Gesù e di cui si narra nel Vangelo. Prove? Oltre allo “Jesus was here” graffiato su una tavola della barca insieme ad un verso di Stairway to heaven? Nessuna. Gli organizzatori del business si difendono con un “va bé, se proprio non l'ha usata Lui sicuramente l'avrà almeno vista”. Tra 2000 anni verrà ritrovata una cinquecento targata Roma e diventerà un oggetto di culto perché si dirà che ha ospitato le chiappe di Sabrina Ferilli. Le discriminanti scientifiche adoperate nei due casi sono le stesse. Intanto la barca è diventata un “must” per ogni pellegrino che si rispetti, pronto a sganciare soldi anche rincuorato dalle scientifiche considerazioni dei due fratelli: “Quando ci trovammo di fronte lo scafo che emergeva dal lago, di colpo smise di piovere. Gli uccelli smisero di cantare. E nel cielo comparvero due arcobaleni.” Galileo si è dato fuoco.

 

Se almeno lo avesse centrato...

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Muntadar al-Zaidi, il giornalista iracheno che nei giorni scorsi ha spinto George W. Bush nei libri di storia come il primo presidente degli Stati Uniti scampato ad un attentato a scarpa armata, non si sa che fine abbia fatto. L'unica certezza è che Muntadar ora ha le mani fratturate, qualche costola ammaccata, un occhio fuori uso e un'emorragia interna. E queste sono le parti del corpo meno doloranti. Le notizie sulla sua salute sono state riferite da suo fratello Dargham al-Zaidi, ma in fondo che attendibilità può avere uno il cui nome sembra una pomata per le emorroidi e per giunta è parente di uno con quella pessima mira? Bush è tornato sull'argomento affermando che si è trattato di un gesto isolato che non rappresenta il pensiero del popolo iracheno. Sono d'accordo: gli iracheni avrebbero preferito cospargerlo di nutella e lasciarlo divorare da formiche diabetiche piuttosto che lanciargli scarpe. A Muntadar non è stato ancora permesso di incontrare un avvocato ma solo per poterlo picchiare ancora un altro po', non per altri motivi. Intanto il gesto ha raccolto infiniti plausi in tutto il mondo. Un'organizzazione libica diretta da Aisha, figlia del noto filantropo Gheddafi, ha annunciato che assegnerà un premio a Muntadar al-Zaidi per il proprio coraggio e per aver commesso un gesto che “rappresenta una vittoria dei diritti umani in tutto il pianeta”. Certo, un premio del genere che viene da una Gheddafi sembra una presa per il culo, ma bisogna capirli: da quando Berlusconi è andato in Libia ormai prendono la vita con meno serietà. Gheddafi ha persino comprato due casse di fialette puzzolenti. Un gruppo di facebook in cui ci si dichiara fan di Muntadar ha raccolto 9.000 adesioni in poche ore. E io che credevo che facebook fosse una stronzissima perdita di tempo! Una curiosità: un riccone arabo, probabilmente un idraulico, avrebbe offerto dieci milioni di dollari per le scarpe proiettile; purtroppo per lui le scarpe sono state distrutte dai servizi di sicurezza iracheni per paura che contenessero esplosivo o il promo dell'ultimo libro di Bruno Vespa.

Ringrazio Rosa per avermi segnalato la notizia stranamente accantonata dai media.

(nella foto: un agente della sicurezza irachena si appresta ad interogare Muntadar al-Zaidi)

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Alba Rossa

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Già dopo la sconfitta di aprile intellettuali e politici avevano cercato in tutti i modi di convincerla a scendere in campo per risollevare il PD, ammesso che il PD sia mai stato in piedi. La batosta in Abruzzo però le ha fatto inequivocabilmente capire che il Paese ha bisogno di lei. Alba Parietti si candida alle prossime primarie del PD. Spero non si tratti solo di una provocazione, non potrei sopportare la delusione. L'esperienza politica di Alba (calendari sexy, un film erotico e le foto dei suoi capezzoli visibili ovunque, anche sui cataloghi di plantari) fa impallidire quella della Carfagna e se quest'ultima è riuscita a diventare ministro solo dopo un misero calendario (su questo blog non voglio sentir parlare di pompini a Berlusconi!), Alba può tranquillamente ambire alla guida del prossimo esecutivo. Ad ogni modo Veltroni le avrebbe sconsigliato di candidarsi: l'ennesima dimostrazione di come Veltroni sia un dilettante della politica. Ufficialmente, secondo Veltroni, Alba, da sempre primadonna, risentirebbe nel vivere una posizione subordinata all'ombra dei big del partito. Chiacchiere! La Parietti incarna l'unico tipo di antagonista che potrebbe rallentare Berlusconi. Il solo argomento dialettico capace di arginare Berlusconi e farlo tornare sui suoi passi è la figa. Berlusconi non riuscirebbe a concludere più nulla con un avversario del genere. Certo la Parietti è un po' usata, ci vorrebbe una ventenne, ma lo stacco di coscia è ancora in grado di eccitare un capo scout. Non va dimenticato poi che Berlusconi sarebbe costretto a confrontarsi quotidianamente con una che ha subito più interventi chirurgici di lui e per non sfigurare sarebbe costretto a ricorrere ad intense sedute in beauty farm e cliniche estetiche che di fatto lo allontanerebbero dal Parlamento. Da questo blog parte il grido della riscossa! Che finalmente sia l'Alba di un nuovo giorno!


(nella foto il futuro leader del PD espone la sua linea programmatica )

 

Attentato!!!

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George W. Bush è miracolosamente scampato ad un sofisticatissimo attentato ordito ed eseguito da un giornalista iracheno durante la visita a sorpresa dell'ormai ex presidente a Baghdad. Bush stava raccontando al premier iracheno Nuri al Maliki di come avesse lasciato Obama fuori dalla porta della Casa Bianca quando Muntazer al-Zaidi, l'Antonella Clerici del canale tv “Al-Baghdadia”, è scattato in piedi gridando rivolto a Bush “questo è il tuo bacio d'addio, cane” e ha lanciato le sue scarpe (secondo un testimone dopo essersele sfilate dai piedi) contro il presidente. Bush è riuscito ad evitare prima la scarpa destra, già nota alle forze dell'ordine irachene per resistenza a pubblico ufficiale, e poi anche la sinistra. Falliti i primi due lanci il giornalista stava recuperando dal suo zaino 12 ciabatte e 8 tacchi a spillo ma è stato tempestivamente sommerso dalle guardie del corpo prima che il tiro al bersaglio riprendesse. Secondo indiscrezioni trapelate da Langley le scarpe, che nella confusione sono riuscite a scappare, sarebbero di origine saudita e sarebbero state addestrate in un campo pakistano. Ancora da verificare l'ipotesi secondo cui Muntazer al-Zaidi, per potenziare le armi, si sarebbe recato all'incontro dopo aver passeggiato ripetutamente nella gabbia degli elefanti del circo di Baghdad. Bush ha scherzato sull'accaduto ma pare che abbia già ordinato un raid aereo sugli stabilimenti iracheni della Valleverde.
(il video dell'attentato)

 

Gli ultimi saranno i primi

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Cosa succede quando Berlusconi i sondaggi non se li fa da solo per ingannare il tempo mentre aspetta seduto sulla tazza l'effetto straripante delle fave di fuca? Cosa succede quando non li affida a professionisti di indubbia perizia e imparzialità come Paolo Del Debbio? Succede che salgono in cattedra i dilettanti e i risultati sono inevitabilmente inattendibili. Il quotidiano francese “La Tribune”, la cui serietà è paragonabile ai cappellini di carta velina che regala Novella 2000, ha interpellato 12 corrispondenti europei a Bruxelles chiedendo loro di valutare i leaders dei 27 stati membri della Ue. Berlusconi ha ottenuto un buon piazzamento arrivando ultimo.
Sorvolando sull'arroganza di questi improvvisati pennivendoli i quali (secondo me al massimo sono laureati in Storia del cinema e del balletto) sono venuti meno ad una delle norme fondamentali della deontologia giornalistica, cioè che nessuno deve permettersi di valutare l'operato di un capo di governo, a questa puzzolente macchia va aggiunta l'aggravante dei parametri selezionati: sono assolutamente inadeguati. La giuria, il cui tasso alcolemico era chiaramente superiore al debito estero del Gabon, ha valutato i capi di governo basandosi su parametri totalmente sballati: senso di leadership, spirito di squadra con i colleghi Ue, convinzione europeista e capacità di risposta alle crisi. Per forza poi in Europa il soprannome di Berlusconi è “Catastrofe”! Ecco le giuste discriminanti per giudicare un leader: numero di processi a carico, Mara Carfagna, vittorie in Coppa dei Campioni, numero di ministri incompetenti, numero di capezzoli femminili raccomandati, numero di ritrattazioni e smentite ufficiali. Giustamente i media italiani non hanno perso tempo con questa cialtronata sia per la sua palese inattendibilità sia per l'accavallarsi di notizie più importanti come Alemanno che, vestito da capitano Achab, cammina sulle acque del Tevere tranquillizzando i romani, e Belen Rodriguez che si struscia in discoteca sulla faccia di Rossano Rubicondi. Persino Emilio Fede non ne ha parlato e ha preferito pompare la notizia dell'esondazione del Tevere. Poi dicono che non è un giornalista serio...

La notizia mi era sfuggita e l'ho letta sul sito di 3my78: lui non è serio come Fede e Giorgino.

(nella foto il peggior leader d'Europa raccomanda il suo pollice per una fiction sulla Rai)

 

Che noia la satira!

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Come ogni anno Bruno Vespa finge di scrivere un nuovo libro per poter poi inscenare una conferenza stampa di presentazione che in realtà altro non è che un monologo di Berlusconi. Stavolta il premier tuttofare, dopo aver definito il suo governo un paradiso (ma con più figa e meno santi), ha parlato della Costituzione chiarendo che non può rappresentare un ostacolo alla SUA riforma della giustizia. Non so se sia più sconcertante Berlusconi o Petruccioli che difende Fabio Fazio paragonandolo a David Lettermann. Berlusconi ne spara una al giorno, mira allo sfinimento cerebrale, è questa la sua tecnica: “Se dico una cazzata al giorno non possono starmi dietro e criticarmele tutte”. Aldo, Giovanni e Giacomo confermano questa teoria in un'intervista in cui prendono le distanze dalla satira preferendole comici più infantili ed immediati come Stanlio e Ollio, Buster Keaton e Berlusconi. Niente di male, piacciono molto anche a me, ma affermare che la satira è noiosa perché ogni volta è costretta a fare nomi e cognomi mi suona come un “noi ci facciamo i cazzi nostri”. I programmi della Cortellesi e di Crozza sono pesanti? Verissimo, ma non è colpa della satira: è colpa degli autori che farciscono lo show, forse per esigenze commerciali, di intermezzi leggeri (che non è satira) che ne fiaccano il ritmo e la tensione. Ma non è colpa della satira. Basta ricordare “Decameron”, l'ultimo programma di Luttazzi: un concentrato di battute (con nomi e cognomi...) e risate dall'inizio alla fine. Oppure “Porta a porta” o la “Spe Salvi” di Ratzinger. Saluti.

 

Quando

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Ho storpiato il capolavoro di Pino Daniele per "omaggiare" Veltroni. Che Pino mi perdoni...

 

Il pianista di Germania

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Dopo le ultimissime polemiche sul Vaticano in merito alla depenalizzazione del reato dell'omosessualità ho deciso di rendere pubblico un breve video che custodivo gelosamente nel mio archivio privato. Papa Ratzinger non ha nulla contro gli omosessuali, ma purtroppo è costretto a parlarne pubblicamente male perchè schiavo di alcuni cardinali e dei loro amanti gay. Ecco il video che chiarisce una volta per tutte la posizione del Santo Padre a riguardo.

 

La delegata

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Va bene criticare Mara Carfagna, adeguata ad essere ministro come è adeguato Homer Simpson a gestire la sicurezza di una centrale nucleare, ma ora ce la prendiamo anche con le donne che ricoprono cariche politiche grazie ad una solida e comprovata preparazione alle spalle. La scorsa estate Alemanno, da poco nuovo podestà di Roma, nomina Ramona Badescu come sua delegata per i rapporti con i rumeni nella capitale; una scelta ovvia, direi scontata, vista la pregressa esperienza della Badescu nel campo della mediazione interculturale tra i popoli: Incantesimo2, Cascina Vianello e Marameo, epico spettacolo del Bagaglino. Domenica mattina la showgirl è stata contestata da diversi suoi connazionali, sicuramente ubriachi ed omosessuali vista l'assurdità delle proteste, all'uscita del seggio elettorale allestito presso l'Accademia di Romania per il voto alle elezioni politiche rumene. I facinorosi hanno accusato Ramona di non possedere alcuna competenza per ricoprire un incarico così delicato. Allora i 56 voti che la Badescu ha racimolato alle ultime politiche quando si è presentata nella lista civica che sosteneva Alemanno non contano nulla? 56 voti! La Badescu è stata votata da un intero condominio di una città di circa 3 milioni di abitanti e questo non conta nulla? E l'aver girato “Alex l'ariete”, capolavoro neorealista del 2000 con protagonista un vittoriano Alberto Tomba ed una struggente Michelle Hunziker? C'è da aggiungere che la Badescu svolge il servizio a titolo gratuito; avere come delegato le tette della Badescu, per di più gratuitamente, non capita tutti i giorni... voi che avreste fatto al posto di Alemanno?