Finchè concussione non ci separi

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Per festeggiare degnamente il suo rientro nella politica attiva, Clemente Mastella sarà molto probabilmente rinviato a giudizio insieme alla sua dolce metà Sandra Lonardo per l'inchiesta che poco più di un anno fa decapitò l'Udeur e che lo portò alle dimissioni da Guardasigilli con conseguente caduta di Prodi. Le dimissioni di Mastella? Un evento così clamoroso che è stato inserito nel discorso finale di Rutger Hauer nella versione restaurata di Blade Runner.

Allo Zelig della politica italiana vengono contestati sette capi d´imputazione per reati come concussione e abuso d´ufficio; è caduta invece l'ipotesi di associazione a delinquere, ma i suoi legali hanno dichiarato che faranno di tutto per far ricredere i giudici. Tentata concussione invece il reato ipotizzato nei confronti di Sandra Lonardo. Solo tentata concussione? Perciò non è ancora un politico di razza come il marito. Per questo episodio Sandra finì agli arresti domiciliari, evento da cui la governante di casa Mastella non si è ancora ripresa. Berlusconi, informato del probabile rinvio a giudizio di Mastella, ha dichiarato: “Spero che la posizione di Mastella venga chiarita prima delle europee: non posso accettare un alleato rinviato a giudizio. O si fa condannare prima delle elezioni o farà meglio a trovarsi un altro partito!”

(nella foto: Clemente Mastella e Sandra Lonardo ai funerali di Giovanni Paolo II)


 

La Rai? Tranquilli...E' Cosa Nostra

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Fino a poche ore fa credevo che la commissione meno credibile d'Italia fosse quella di “Amici”, ma la nomina di Salvatore Cuffaro a membro della Commissione di vigilanza Rai ha chiarito una volta per tutte che la tv italiana, squallida e ridicola come nessun'altra al mondo, è pur sempre meno squallida e ridicola della realtà politica italiana. Non è rassicurante sapere che Cuffaro vigilerà sull'operato della televisione pubblica? Io sono entusiasta. Mi dispiace solo di aver pagato il canone Rai con un versamento postale: se lo avessi saputo prima avrei aspettato la visita dell'esattore con la mazza da baseball. Così, giusto per ambientarmi, non per altro. Non appena lo ha saputo il mio televisore ha smesso di funzionare: ora al posto del telecomando devo usare i pizzini. L'audio poi non c'è più: il volume si alza solo in presenza di un legale di fiducia. Solo i blog, oltre alla Gazzetta del Sud, ne stanno parlando: magari si tratta di una bufala. Magari si è trattato di un equivoco: non è entrato nella vigilanza Rai, ma nella commissione antimafia.


(nella foto: la commissione di vigilanza Rai prima di una seduta)


 

Collabora al TgNG!

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Finalmente una proposta agghiacciante. No, amico lettore non ti sto chiedendo di votare il PD nè di credere al 740 di Berlusconi ma di partecipare attivamente al TgNG, l'unico telegiornale con la mamma che offre il 3x2 ai militari. Se hai la possibilità, la voglia e la demenza di registrare un piccolo video (di un paio di minuti) per denunciare un fatto, per presentare un'iniziativa o meglio ancora se vuoi mandarci materiale video (ORIGINALE) da ridere faccelo sapere e vedremo di inserirlo nelle prossime edizioni del TgNG! Non è necessario possedere una videocamera, è sufficiente anche un videofonino: basta che l'immagine sia comprensibile...Aspetto con ansia e paura i vostri filmati! Per domande, richieste sessuali e chiarimenti scrivete senza indugio!


(nella foto il primo lettore che ha mandato un suo video)

Comunicazioni di servizio
Anche a me come ad altri bloggers sono spariti 12 lettori fissi, il che è comprensibile. Chi non si ritrovi più nell'elenco può iscriversi nuovamente. Da questo momento inoltre non riceverò nè inoltrerò premi: è più utile la catena di S.Antonio che arrivava per posta vent'anni fa. (PLEASE NEI COMMENTI NON LASCIATE IL NUMERO DEI LETTORI CHE AVETE PERSO ANCHE VOI O COSE SIMILI: SCRIVETE SOLO SE HA A CHE FARE CON IL  TG.GRAZIE)
Kevin Spacey

 

"Amici" di Paolo Bonolis

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Marco Carta vince per il secondo anno consecutivo “Amici”. La presenza di Maria De Filippi in finale è stata casuale, ma se al posto suo ci fosse stata la Marcuzzi il festival lo avrebbe vinto Taricone. Non faccio polemica, dico solo che il festival di quest'anno era credibile come Juve-Inter arbitrata da Linus. Molti hanno segnalato problemi al televoto: ad esempio dopo aver digitato il 5 (voto per Dolcenera) una voce registrata ringraziava per aver votato Al Bano (numero 8). Disguidi tecnici che possono capitare. Come le teste di cavallo ritrovate nel letto di chi non voleva votare Sal Da Vinci. Le canzoni, esclusa Sincerità di Arisa, sono orecchiabili come l'inno del Bayern Monaco e resteranno nella storia della musica come gli album di Sabrina Salerno. Che almeno ha un bel paio di tettone. Povia è arrivato in finale con una canzone furba e da vero esperto di marketing è riuscito a suscitare un polverone di polemiche che gli rimpingueranno il portafoglio; i cartelli usati al termine delle sue esibizioni saranno venduti online ed il ricavato servirà ad acquistare altri cartelli. Cartelli etero. Il festival ha lanciato nel mondo della tv una nuova stella: la moglie di Paolo Bonolis. La signora Bonolis ha ricevuto una decina di inquadrature a puntata; Del Noce è pazzo di gelosia: ha buttato dalla finestra tutti i suoi rossetti e gli smalti per unghie. Gli ospiti? Come sempre Bonolis invita personaggi fuori luogo che con la musica hanno poco a che fare: Hefner, Cassel, Spacey, Povia. Fortunatamente c'è la voce di Annie Lennox e il monologo (la seconda parte) di Benigni a dare un senso al festival. Mina? L'abbiamo pagata noi per farla apparire in un video che è servito solo a promuovere il suo nuovo album. Questo significa essere furbi. Comunque non è vero che ormai è nata Raiset. Anche se al termine della finale Raiuno ha trasmesso la replica di “Striscia La Notizia”. 

(nella foto: il sindaco di Boston dopo aver seguito la finale di Sanremo)


 

C'è chi sta peggio di noi. Per ora.

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La giustizia italiana non è così malvagia se la paragoniamo a quella degli unni. O a quella russa. I quattro imputati dell'omicidio di Anna Politkovskaja sono stati assolti dopo solo tre ore di camera di consiglio. Tre ore? Colpa delle poste russe: se i rubli di Putin fossero arrivati in orario il giudice avrebbe impiegato molto meno per il verdetto. Con questo non voglio dire che il giudice Evgenij Zubov sia corrotto solo perché l'anno scorso l'ufficio del Procuratore generale della Russia ne chiese il ritiro dal processo Politkovskaia “per la sua parzialità”, ma mi insospettisce il fatto che Zubov abbia letto la sentenza non dal suo scranno ma dalla gabbia degli imputati mentre gli accusati gli versavano vodka in una coppa d'oro intonando inni patriottici. In aula era assente il presunto killer, fratello di due imputati, che non ha partecipato al processo per evitare che la stampa accusasse la sua famiglia di eccessivo protagonismo. L'avvocato dell'accusa ha annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza: non sa più come pagare il mutuo e gli alimenti alle due ex mogli. I legali degli imputati chiederanno i danni poiché i loro assistiti hanno subito gravi danni economici e d'immagine: per dover presenziare alle udienze hanno perso 4 corsi di aggiornamento della mafia russa. Rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva un parere sulla vicenda Putin non ha voluto commentare la sentenza: “Le sentenze non si commentano. Si comparano”. Il giornalista lascia la moglie e due figli.


(nella foto: Vladimir Putin si prepara per una conferenza stampa)


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Non si può fare

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Ieri Veltroni ha finalmente realizzato di aver perso le elezioni di aprile 2008 ed ha rassegnato le dimissioni da leader del PD. Non è stata la sconfitta in Sardegna ma l'adesione di Mastella al PDL a far dimettere Walter; Clem-Clem non sbaglia un colpo, le sue emorroidi sono raffreddate da paperelle di gomma sistemate su poltrone appoggiate sempre sul carro del dominus di turno e Veltroni lo sa: “Se Mastella è uscito dal letargo per andare con Berlusconi vuol dire che sono efficace come il decreto anti prostituzione della Carfagna”. Berlusconi ha voluto rassicurare subito i suoi elettori: “Nonostante la defezione di Veltroni il governo continua ad avere la maggioranza alla Camera”. Su questo blog non ho mai parlato male di Veltroni. Ne ho parlato male solo quando parlavo di Veltroni leader del PD. Veltroni è una bravissima persona, ama il cinema, i frollini al latte, sa lavorare con il punto croce e quando deve ruttare mette la mano davanti alla bocca. Ma come leader dell'opposizione ha toppato fin da subito rendendosi disponibile a dialogare con il settantenne rizollato ed irrigato di viagra che per dialogo intende “Io comando e tu obbedisci”. Ora che è caduto il leader dell'opposizione magari avremo anche un'opposizione. Ma anche no. Il domestico di casa D'Alema ha rivelato che Massimo gli è sembrato molto dispiaciuto per le dimissioni di Veltroni; anzi, era in lacrime: quando ha stappato lo champagne il tappo gli ha sfondato una vetrinetta di cristallo. 

(Nella foto: Veltroni ed il suo nuovo lavoro a Cesenatico) 



 

Un Clemente per tutte le stagioni

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Clemente Mastella ha aspettato in un angolino per capire su quale carro salire ed una volta compreso che Berlusconi non ha rivali ha deciso di schierarsi con il cavaliere con macchia e senza vergogna. Mastella, che al momento dell'annuncio indossava una maglietta con la scritta “All You Need Is Love”, ha rivelato la decisione di presentarsi alle europee con il PDL. La notizia non ha sorpreso nessuno perché Mastella interpreta a modo suo la par condicio: un' elezione di qua, un'elezione di là. Per festeggiare degnamente il suo ritorno ripropongo la biografia del mio concittadino che ho scritto tempo fa e che si ferma all'indulto; il resto della storia la trovate sul blog cliccando “mastella” nelle etichette. Ma fatelo solo se amate dipingervi le unghie dei piedi di viola. 


Il 5 febbraio1947 S. Giovanni di Ceppaloni, in provincia di Benevento, regala alla politica italiana Mario Clemente Mastella. Il parto si presenta da subito difficoltoso, in Australia un canguro morirà durante il travaglio, ma il bimbo nasce sano, forte e con una voglia a forma di raffreddore sul polso. Fin dai primi giorni di vita il piccolo e vivace Clemente mette a soqquadro il reparto maternità gironzolando per tutti i lettini, riposando un po’ in questo e un po’ in quello, ostentando da subito la tranquillità di chi si trova bene in qualunque culla, a patto che sia bella calda. A tre anni s’iscrive alla Democrazia Cristiana e diventa dirigente nazionale dell’Azione Cattolica avanzando alcune proposte innovative come l’abolizione delle pacche sulle spalle e l’introduzione di un sistema metrico decimale basato sui nomi dei sette nani. Partecipa speranzoso ai provini di Happy Days, avrebbe voluto interpretare Potsie, ma la raccomandazione del parroco di Ceppaloni gli procura solo una piccola parte nella puntata “Fonzie torna a scuola” in cui Mastella interpreta un carburatore ingolfato. Un’infanzia tutto sommato serena la sua, spesa tra riunioni parrocchiali e gare di sputi in cui Clemente è maestro: solo la perpetua della sua parrocchia riusciva a tenergli testa nelle sfide del sabato sera. Gli studi intanto procedono senza intoppi e il probo Clemente consegue la laurea in lettere e filosofia presentando la tesi “Talleyrand e Nino D’angelo: epistemologia della cucina partenopea ”;diventato giornalista professionista inizia la professione nella sede RAI di Napoli in qualità di macchinetta distributrice di sigarette. Sposa la bellissima Sandra Lonardo dichiarando di essere arrivato vergine al matrimonio. A quello di un amico. Il 20 giugno 1976 è eletto alla Camera per poi essere riconfermato deputato alle politiche del 1979; nel 1980 l’Irpinia sarebbe stata colpita da un tremendo terremoto. La seconda calamità naturale in pochi mesi. Ceppaloni ormai non è più una cittadina sconosciuta, non sarà più un nome tra i tanti della cartina geografica: anche nella Svizzera tedesca sanno che tra le stradine anonime di quel paese del beneventano si aggirava un giovane di belle speranze che avrebbe dato lustro e onore a quello sconosciuto borgo del sud: Tommaso De Buonfratoli,  campione mondiale di respirazione acrobatica. Mastella inizia a farsi strada nella Dc e non tardano ad arrivare incarichi di rilievo,diviene infatti Responsabile del Dipartimento Informazione ed Editoria del partito. Memorabili le sue battaglie in Parlamento come relatore della legge per la riforma dell’editoria, legge che tra l’altro prevedeva lo ius primae noctis con tutte le autrici d’età inferiore ai 92 anni ad ogni nuovo lavoro pubblicato. Dal 1982 la politica s’impossessa definitivamente di lui:diviene capo ufficio stampa del partito creando però qualche piccolo problema quando, dopo una gara di vodka con Nilde Iotti, dichiarò guerra alla Romania. La carriera politica di Mastella è ormai inarrestabile: Sottosegretario alla Difesa, membro della Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e degli Interni,della Commissione Cultura ed Istruzione, della Commissione Difesa: e questi sono solo gli incarichi del martedì. Nel 1994, in seguito alla ormai imminente decomposizione della Dc fonda il CCD, che lascia nel ’98 per fondare il CDR, ma nel novembre dello stesso anno diviene segretario nazionale prima dell’UDR e poi dell’UDEUR … Uff...un bicchiere d’acqua per favore…Si propone come candidato leader alle primarie dell’Unione del 2005 ma arriva terzo alle spalle di Prodi e Bertinotti precedendo di un soffio un pupazzo di marzapane. La polemica monta rapidamente: a Ceppaloni le schede erano già finite a metà mattinata e molti non hanno potuto votare. Secondo un sondaggio non ufficiale, Mastella a Ceppaloni avrebbe potuto ottenere più voti di Saddam Hussein prima dell’invasione americana in Iraq. Nel 2006 diviene Ministro della Giustizia battendo in volata i Jalisse. Durante il suo ministero è approvato l’indulto, aspramente criticato da Antonio Di Pietro e da un “Roby Facchinetti Fan Club di Cerignola”. Con l’indulto circa 12000 carcerati lasciano la prigione: erano tutti nella stessa cella. 


 

Gasparri il Magnifico

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Non ho seguito tutta la puntata di Annozero dedicata ad Eluana, proprio in quelle ore stavo concludendo un delicatissimo affare con un cartello peruviano, ma da quel poco che ho visto posso trarre alcune semplici considerazioni:


a)Nella vita precedente Formigoni era un mocho vileda che a causa dei suoi peccati si è reincarnato in una forma di vita inferiore.
b)Bersani deve diventare il prossimo leader del PD (Alba Parietti permettendo). Sempre che il PD decida di uscire dalla sua attuale coalizione: il PDL.
c)Da quando conosce le gioie del materasso Irene Pivetti è una persona piacevole, a prescindere dalle opinioni che esprime e dalla sua dentatura.
d)Marco Travaglio è preparatissimo e puntuale, una persona integerrima e tutto quello che volete, ma è simpatico come un rutto in pieno volto.
e)Michele Santoro è la spalla comica più disastrosa della storia.
f) Non ho altro da dire ma volevo farvi vedere che conosco l'alfabeto fino alla F

La puntata mi è sembrata tutto sommato molto rispettosa e professionale considerato l'argomento e considerato soprattutto il modo con cui altri “professionisti” della tv stanno spolpando avidamente ogni brandello di carne disponibile. C'è qualcosa da dire invece su Maurizio Gasparri. Ormai lo hanno capito anche i lettori di Libero: ha perso la testa. Prima spara su Napolitano e si becca un cazziatone da Fini, poi annuncia con la massima tranquillità che a breve i vertici Rai saranno spazzati via e con loro sciacalli come Santoro e Vauro. Brutta cosa la frustrazione, però bisogna avere compassione: prima è stato scartato dalla lista dei ministri, poi Fini, dopo aver lasciato la guida di AN, ha designato La Russa (nonostante fosse già ministro) e non lui come traghettatore del partito nel PDL. Gasparri per l'invidia non dorme più: sta talmente male che passa le notti mangiando nutella da un vasetto enorme. Su Gasparri non voglio aggiungere altro, non merita ulteriori righe: in fondo quando ho la diarrea non scrivo mica un articolo sul blog. Ed è per questo che non potrò mai lavorare a Studio Aperto.
(Nella foto Gasparri cerca di capire la differenza tra divieto di sosta e di fermata)

 

TgNG Edizione Speciale 2008

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Con un impercettibile ritardo di due mesi e dopo una serie di problemi tecnici paragonabili a quelli dell'Apollo 13 ecco finalmente il TgNG edizione speciale 2008. Scritto da me medesimo insieme al conduttore paragnosta Giampierguido Sbombardati (alias Giorgio Magri), questa puntata segna l'esordio della celeberrima spogliarellista brianzola Martinetta Smandrapponi (Marta Marangoni), da mesi inseguita per la co-conduzione del Tg. Questo numero mi vede esordire anche al montaggio, ma solo grazie alla guida spirituale del sommo vate e podologo Andrea Esse che ha curato come sempre la regia, la produzione, la fotografia, i costumi e la sparizione dei cadaveri. Come sempre vi ricordo che le altre puntate del TgNG sono reperibili sul sito del TgNG e nelle migliori sagrestie italiane. Buona visione.
Hermann Goering


 

Buffoni

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Solo i telespettatori di Barbara D'Urso credono che Berlusconi si sia mosso con tanta sollecitudine per salvare la vita di Eluana. Andare contro la Cassazione e contro il Presidente della Repubblica in modo da tastare il terreno, per “vedere l'effetto che fa”, come direbbe Jannacci. Eluana è stata l'ennesima pedina che fortunatamente è morta prima che potesse essere ulteriormente manovrata da questa teppaglia. Beppino Englaro dice di aver chiesto aiuto allo Stato fin dal 2004, Berlusconi nega: a chi credere? Io non devo sforzarmi più di tanto per trovare la risposta. Berlusconi mira a diventare il prossimo presidente della Repubblica, lo blatera da sempre e i fatti degli ultimi giorni lo confermano. Non un presidente all'italiana, ma un Bush o un Putin con pieni poteri, sia chiaro. Mentana si dimette da direttore editoriale Mediaset perché Canale5 ha mandato in onda il Grande Fratello invece di uno speciale di Matrix. Se fosse stato un altro a dimettersi avrebbe avuto la mia stima. Ma stiamo parlando di Enrico Mentana, uno che, giusto per citare un episodio tra mille, il giorno dell'avviso di garanzia al Guardasigilli Mastella ha parlato di Annamaria Franzoni. Vespa e Fede ieri sera hanno sfoggiato occhi lucidi e sguardi commossi occupando la prima serata con degli speciali assolutamente inutili, mentre lui non ha potuto esibirsi come avrebbe desiderato. Non si è dimesso perché Mediaset ha mandato in onda la spazzatura del GF: si è dimesso perché non ha potuto banchettare con i suoi colleghi zerbino sul cadavere di Eluana. Invidia e gelosia, niente di più. E poi stiamo parlando di una tv commerciale, non della RAI. C'era da incazzarsi quando Falcone fu fatto saltare in aria e due ore dopo RaiUno tranquillamente mandò in onda “Scommettiamo che” con Frizzi, non ieri. 


 

La nuova Sofia Loren

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In queste ore è stato finalmente svelato il vero motivo per cui nei mesi scorsi Berlusconi ha finto di interessarsi tanto alla spazzatura di Napoli: far girare uno spot ad Elena Russo. La qualificatissima attrice veniva tirata in ballo nell' ormai leggendaria intercettazione Saccà-Berlusconi come una delle aspiranti dive del centro-destra da piazzare nel palinsesto Rai perché osteggiata, nonostante le prorompenti capacità artistiche, a causa della fede politica dalla sinistra comunista che, come sappiamo tutti, ha in mano anche le tv. La Russo è la protagonista dello spot, fortemente voluto dal governo Berlusconi, che a breve inonderà le reti nazionali e con il quale si vuole rimettere in piedi l'immagine di Napoli dopo il disastro della spazzatura. Chi ha visto lo spot definisce l'interpretazione della Russo entusiasmante quanto il terremoto del 1980. Ma con più danni. A questo punto mi viene il sospetto: che sia stato Berlusconi a sommergere Napoli di rifiuti per poter piazzare una delle sue amichette in tv? Veltroni avrebbe voluto fare lo stesso per sistemare una sua protetta, ma è riuscito solo ad intasare un cassonetto della Tiburtina che poi si è affrettato a ripulire personalmente perché i sensi di colpa lo stavano tormentando. E non ho altro da dire sull'argomento. 

(nella foto Elena Russo ad una lezione di dizione)


Comunicazione di servizio: la settimana prossima sarà on-line un'edizione speciale del TgNG