L'ottimo direttore

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In un paese normale Berlusconi si sarebbe dimesso da mesi. In un paese normale non si sarebbe nemmeno potuto candidare, ma questa è un'altra storia. Due parole vanno invece spese per l'ottimo Minzolini, il direttore che ogni buccia di banana vorrebbe far scivolare. Minzolini ha mandato al Tg1 un video registrato per spiegare il silenzio del suo telegiornale sulle feste di Berlusconi. Come se ci fosse qualcosa da spiegare. Il video è stato girato in una località segreta, ma un gruppo di arredatori della Cia, attraverso l'osservazione del mobilio che compare sullo sfondo, ha affermato che la registrazione è avvenuta in un antro umido, dall'odore poco piacevole e spesso attraversato da spifferi mefitici. Ora, tralasciando la folle somiglianza di Minzolini con Franco Trentalance, mi chiedo come sia riuscito a dire tutte quelle stronzate senza ridere nemmeno un secondo. Bin Laden ormai manda solo messaggi audio proprio per questo motivo: non riusciva a non ridere mentre registrava i video. Non dico che Minzolini sia di parte, dico solo che Emilio Fede è più dignitoso: con l'arrivo di Minzolini il Tg1 si è trasformato in un Tg4 pubblico. Ma meno obiettivo.

(Nella foto eccomi mentre cerco di scappare in un luogo sicuro dopo aver visto il video di Minzolini)


 

Ora sì che siamo al sicuro!

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Dopo qualche giorno di profonda apatia in cui ero persino indeciso se continuare o meno a donare sperma solido alle case farmaceutiche, mi imbatto in una di quelle notizie che aprono il cuore: arrivano le ronde nere. Era ora, dico io. Paragonate alle ronde nere, le camicie verdi sembrano una buffonata pensata dalla Lega. Il gruppo ha superato le duemila adesioni e il 30% è composto da ex appartenenti delle forze dell'ordine; tutti gli ex militari resteranno in ufficio: in strada c'è bisogno di mandare gente dura. Il gruppo si professa “non politico”: ci sarebbero fascisti e non fascisti. Non fascisti? Chi si vestirebbe in quel modo se non un fascista? Ok, anche io una volta mi sono vestito in quel modo ma alla Santanchè piace farlo solo così. Dopo le critiche di qualche disfattista da rieducare, il portavoce del gruppo ha voluto rassicurare l'opinione pubblica: “I nostri uomini non faranno mai ricorso alla violenza. Sempre che nessuno cerchi di scappare dal cassonato”. La divisa? Camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda laterale nera, basco nero con il simbolo dell'aquila imperiale romana. Ricorda le divise delle Sa di Rohm, ma essere eleganti non è mai stato un reato. Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero che durante i pattugliamenti eventualmente può essere usata anche per un altro scopo: fare luce.

(Nella foto. Cochi Ponzoni indossa la divisa delle ronde nere)

 

Banana Republic

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La parata di quest'anno si è svolta all'insegna del risparmio: tagliati i tempi, i partecipanti e gli allestimenti lungo il percorso. Solita passerella di militari sotto lo sguardo eccitato di La Russa che al termine ha dichiarato: “Grazie alla parata, oggi c'è stato il 40% di reati in meno”. Come ogni ricorrenza che si rispetti, i cieli di Roma sono stati imbrattati dalle scie delle Frecce Tricolori che hanno sorvolato la capitale con qualche minuto di ritardo: Apicella aveva dimenticato lo spazzolino.

(Nella foto. La Russa a 12 anni dopo che il padre gli ha regalato per Natale un caccia bombardiere)