Borghezio. Basta la parola.

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La strage in Norvegia ha suscitato forti reazioni in tutti i paesi civili che fanno della tolleranza religiosa e della libertà culturale un vanto e una bandiera. Ma ora veniamo alle reazioni in Italia. Il custode del cimitero degli Allori a Firenze ha sentito strani rumori giungere dal campo santo, rendendosi infine conto che altro non erano che orgasmi multipli provenienti dalla tomba di Oriana Fallaci. I miagolii di piacere sono andati avanti tutta la notte; quando si è capito che non sarebbero cessati da soli è stato necessario ricorrere ad un esorcismo: chiamare Elio Germano e fargli leggere una serie di proposte di legge sui matrimoni gay. Magdi Allam è stato rinvenuto nella fontana di Trevi in stato di semi incoscienza, vestito solo di un orecchino a forma di intolleranza religiosa e sbronzo di acqua santa: secondo il medico che lo ha visitato saranno necessari 12 interventi di chirurgia plastica per ridurgli il sorriso. L'erezione invece sarà permanente. Per non parlare del Santo Padre, che ha chiesto ai suoi collaboratori se esistano o meno i requisiti per beatificare Breivik. Gli hanno risposto che se non si è fatto fotografare con Pinochet o se non ha salvato per anni dalla galera un delinquente come Marcinkus è dura: dovrà fare qualche altro miracolo. O un'altra strage. Quello che però mi ha più colpito è stato il linciaggio mediatico nei confronti di un personaggio scomodo come Mario Borghezio, da sempre impegnato nella difesa dei diversi e dei più deboli e non a caso membro della commissione per le libertà civili. Borghezio ha semplicemente affermato che alcune, non tutte ma solo alcune, idee di Brievik erano ottime. Ad esempio l'idea di usare il fertilizzante per costruire esplosivi. Secondo Borghezio si tratta di una pregevole idea che favorisce l'agricoltura perché una volta che l'esplosione ha fatto il suo dovere i terreni circostanti vengono automaticamente concimati. Meno buona l'idea di travestirsi da poliziotto. Questo tipo di travestimento è sconsigliato per le azioni all'aperto, in quanto è preferibile adottarlo esclusivamente in luoghi chiusi e provvisti di scale possibilmente scivolose. Dichiarazioni moderate come al solito, eppure in tanti hanno preso le distanze, persino i vertici della Lega che per criticare Borghezio hanno dovuto smettere di discriminare gli extracomunitari per qualche ora. Quando gli hanno spiegato che i norvegesi sono quasi tutti biondi e con gli occhi azzurri, Calderoli ha personalmente chiesto scusa alla Norvegia definendo “farneticazioni” le dichiarazioni del suo collega di partito: “Borghezio ha detto delle sciocchezze: come fa a definire ottime idee quelle di Brievik se in tutto quel casino non è riuscito a far fuori nemmeno un napoletano?”


 

Scommettiamo che...?

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Dal Vernacoliere di luglio.

Si allarga a macchia d'olio lo scandalo delle scommesse nel calcio, un mondo così sporco che a Coverciano stanno pensando di allestire corsi di aggiornamento per gli allenatori della mafia russa. Non è un caso che prima del 1987 Silvio Berlusconi fosse poco considerato; era un semplice iscritto alla P2 che aveva ospitato per anni un mafioso a casa sua: ha acquistato vera credibilità nella malavita solo dopo aver comprato il Milan. Vagonate di denaro mosso con transazioni illegali, contatti con la criminalità organizzata, continue intromissioni della (e nella) politica, morti sospette, sfruttamento della credulità popolare, scandali sessuali; se l'elenco avesse incluso anche una foto con Pinochet sembrerebbe la descrizione del Vaticano. Per quanto mi riguarda, il calcio e' uno sport che ho smesso di seguire dopo aver letto la biografia di Carlo Petrini; meglio i combattimenti all'arma bianca dei bambini-soldato imbottiti di polvere d'angelo: sono meno immorali. Uno dei capi cricca sarebbe Beppe Signori, uno che puntava su qualunque cosa. Era così schiavo del gioco che una volta scommise di riuscire a farsi espellere per due volte nella stessa partita. Quella volta perse: l'arbitro aveva scommesso con suo cognato che avrebbe espulso Signori tre volte prima del 90esimo. Per non parlare di Marco Paoloni, un portiere che taroccava le partite sciogliendo farmaci nelle bevande dei suoi compagni di squadra, a loro insaputa, per stordirli e farli giocare male come Felipe Melo. A loro insaputa? Magari ha usato lo stesso farmaco che hanno sciolto nel chinotto di Scajola quando lo hanno stordito per regalargli a sua insaputa la casa vista Colosseo. Comunque sia, con Paoloni si è ritornati a parlare anche di farmaci usati per condizionare le partite. Non necessariamente farmaci illeciti, sia chiaro. Tra integratori, ricostituenti e vitamine i calciatori sono veri e propri distributori ambulanti di principi attivi: Melissa Satta è guarita dalla faringite dopo un bacio con risucchio a Vieri. Poi ci sono anche i farmaci somministrati illecitamente, ma questo è un articolo sul calcio, non sulla Juventus. Dalle ultime intercettazioni pare che anche la camorra abbia giocato un ruolo di primo piano nell'addomesticamento di alcune partite di serie A, ma l'ufficio stampa del clan di Miano ha respinto le accuse minacciando azioni legali da parte dei propri avvocati per tutelare l'immagine del clan camorristico.

(Nella foto Beppe Signori pensa a come organizzare una scommessa che coinvolga un tostapane, un criceto, un ombrello rotto, un orefizio anale e 4 missili terra-aria)