Memorie di una banconota

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Da Scaricabile #3

Frammenti del diario di una banconota di 200 euro datati novembre 2011. In quegli anni, prima che le transazioni fossero concluse con i tappi di coca cola (dal 2032) e poi con i tappi di coca cola light (dal 2098, a causa dell'obesità mondiale), la moneta corrente si chiamava Euro, in onore dell'Europa, quell'antica regione che oggi occupa circa 2/3 del territorio del Vaticano.

Sono una banconota. Ho vissuto mesi interi in un caveau di Milano insieme a migliaia di miei simili. Quando la Guardia di Finanza veniva a cercarci non dovevamo fare altro che fischiettare e guardare da un'altra parte per fargli credere che non eravamo lì ma in qualche paradiso fiscale. E loro ci cascavano. Un biglietto da 200 euro, uno che la sa lunga, mi ha detto che era merito di un giochino chiamato scatole cinesi.

Era strano fare quella vita; prima di stabilirmi a Milano passavo di mano in mano, giravo il mondo, vedevo posti sempre nuovi e facevo muovere l'economia. Poi il letargo. Forse il nuovo tizio che mi possedeva aveva così tanti soldi da non sapere neppure di avermi. Oppure semplicemente non pagava in contanti ma regalando ministeri.

Una mattina di dicembre dell'anno scorso, però, mi sono risvegliata in un'altra casa: ora mi trovavo sul conto corrente di un onorevole che aveva barattato la sua fedeltà per me e per una manciata di mie sorelle. Mi vergognavo a stare con lui; per fortuna quella stessa sera è andato a puttane per festeggiare la sua “promozione” e mi ha ceduto ad un altro padrone. Da una puttana ad un'altra puttana.

Qualche giorno dopo mi sono svegliata tutta intorpidita, come se mi avessero arrotolato su me stessa; ero ricoperta di una polverina bianca ed avevo tracce di muco sui bordi. Non capivo dove mi trovavo; quando ho ripreso conoscenza ho capito di essere in Grecia perché un tizio stava per pulirsi il culo su di me: diceva che non valevo più niente. Anche se a pensarci bene poteva tranquillamente essere l'Italia... Mi ha risparmiata perché anche lui alla fine mi ha barattato con una scopata.

Non so come, ma poi finisco in Vaticano. Bene, mi dico, adesso potrò fare del bene a chi ne ha bisogno. E invece mi ritrovo coinvolta in una speculazione segreta dello Ior. Armi, riciclaggio...Pensavo che il Vaticano fosse cambiato da quella volta che ho passato 3 ore nella cassetta delle offerte accanto alla tomba di Renatino De Pedis nella chiesa di S. Apollinare. Mi sbagliavo.

Sono di nuovo accalcata in una pila di banconote. Sento che sono già stata in quel posto, l'odore è lo stesso. Sì, è il caveau di Milano. L'unica differenza è che ora ci sono più banconote. Una sera esco insieme ad altre compagne, ci infilano nel cassetto di una villa dal cui scantinato arrivano urla sguaiate di una festa. Sicuramente si tratta di una cena per bene. La busta in cui mi infilano viene prelevata a tarda notte e consegnata ad una ragazza. Capisco solo queste parole: “Mi raccomando, per tutti sei la nipote di Mubarak, non fare cazzate!”.

Adesso dove mi trovo? Non so come mai, ma dopo tanti giri sono di nuovo ritornata nello stesso caveau. Gira e rigira ritorno sempre qui. Ritorniamo tutte sempre qui. A novembre ero destinata a partire per una compravendita di parlamentari in vista di non so quale votazione, ma stavolta mi hanno rifiutato. Pare che il mio padrone non sia in tiro come una volta... Domani dove sarò? Non so...l'unica voce che gira è che da domani anche il mio padrone dovrà ricominciare a pagare con le banconote: i ministeri sarà qualcun altro a regalarli.

 

Mara Carfagna: il metro politico

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Da Il Male di Vauro e Vincino #7 una leggiadra vignetta sulle doti dialettico-politiche di Mara Carfagna.


Lo so, è un montaggio molto alto come contenuto, magari qualcuno non lo capirà, ma con un piccolo sforzo anche i lettori del Giornale potrebbero arrivarci. Non tutti, ma qualcuno sì. I leghisti possono mandarmi una mail e sarò lieto di spiegargliela.






LEGGI TUTTO QUELLO CHE HO SCRITTO SU MARA CARFAGNA.
















 

Brevissime

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Dal Vernacoliere di novembre. Che sarebbe questo mese qua.


Gli angeli
Gli angeli esistono. Lo so perché lo ha detto il Papa. I Papi sono infallibili, non sbagliano mai un colpo: se fosse stato Giovanni Paolo II a sparare ad Ali Agca lo avrebbe centrato in mezzo agli occhi. Anche perché allora aveva ancora la mano ferma. Gli angeli non vivono solo nella nostra fantasia come i draghi, gli unicorni o Berlusconi che raggiunge il quorum senza comprare deputati. Gli angeli esistono davvero ed esistono perché Dio ha bisogno di loro: da solo non ce la farebbe mai a contare tutti i soldi dell' 8X1000. Nonostante il duro lavoro degli angeli, il Signore non è molto contento e vorrebbe spostare il Paradiso a Detroit dove pagherebbe meno tasse e non avrebbe sul collo il fiato dei sindacati. Ma questa è un'altra storia.


In Minzolini veritas
Il Tg1 continua a perdere spettatori alla stessa velocità impiegata dai neutrini per percorrere il tunnel dal Cern al Gran Sasso. Neanche Capezzone crede più a quello che dice Minzolini, ma il direttore le sta provando tutte per risultare più credibile. Nell'ultimo editoriale si è presentato ai telespettatori affermando che “Anche io so dire la verità. Per questo ho deciso di recitare la tabellina del 4”. Fino a 4x7 tutto ok, ma al 4x8 è crollato e ha urlato tra le lacrime “35!”. Nonostante tutto io continuerò a guardarlo. Almeno fino a quando i secondini non si decideranno a farmi aggiustare quel cazzo di telecomando.


Tutta colpa della porchetta
Bersani non si dà pace. Al banchetto della festa del Pd lo avevano visto: “Gigi, molla quei bruscolini e vieni a fare la X contro il “porcellum”. Lui aveva salutato sorridente: “Busoni, vado a svuotare la biscia e torno, sorbole!”. Due ore dopo, mentre stava dando due monetine ad un mendicante disteso davanti al tiro a segno, gli venne in mente la parola “porcellum”, ma non ricordando bene a cosa si riferisse pensò che fosse solo voglia di un panino con la porchetta. Lasciate a Bertinotti altre 5 monetine andò al chiosco dei panini. E la sua unica X di quella settimana fu per Bologna-Sampdoria.

 

Non tutte le ciambelle...

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Da "Il Male di Vauro e Vincino" # 4 del 28 ottobre. Ecco come i posteri ricorderanno la caduta dei regimi più folli dell'ultimo secolo. Escluso quello di Maria De Filippi a Canale 5 che non avrà mai fine.

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Ps
No, su questo sito non troverai nulla riguardante il video porno di Belen Rodriguez: al massimo potrai vedere una tetta di Angela Sozio. Mi dispiace.