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Il capo dei capi

Si è appena conclusa l’ultima puntata della fiction su Totò Riina andata in onda nonostante le critiche inopportune e fuori luogo (come al solito) di Clemente Mastella. Una trasposizione ben fatta, storicamente accurata sia nelle dinamiche che nella ricostruzione cronologica anche se con qualche licenza imposta evidentemente da necessità narrative che tuttavia non hanno stravolto la verità dei fatti. Due appunti vanno però segnalati:la mancata citazione delle stragi del ’93 ordinate da Riina per sollecitare lo Stato ad accettare le condizioni del “papello” e, cosa più grave, la sbrigativa e superficiale rivisitazione delle stragi Falcone e Borsellino. Sbrigativa e superficiale perché non è stato affatto evidenziato come i due magistrati fossero ormai scomodi non solo a Cosa Nostra, ma anche e soprattutto ad ambienti extra mafiosi che proprio di Cosa Nostra si sono serviti per eliminarli. Soprattutto nel caso di Borsellino,come si legge nelle sentenze della procura di Caltanissetta sulla strage di via D’Amelio, Riina fu sollecitato da un interlocutore esterno ad accelerare i tempi. Riina stava trattando l’annullamento o quantomeno la riduzione delle pene dopo la conferma in Cassazione delle condanne inflitte con il maxi processo e Borsellino era la pedina di scambio indispensabile affinché l’accordo venisse raggiunto. Borsellino non faceva paura solo perché avrebbe preso il posto di Falcone:faceva paura perché aveva capito tutto. Aveva capito chi e perché aveva ucciso Falcone. Dei cosiddetti mandanti occulti ormai pochi dubitano ma sono rimasti ancora tali:occulti.

 

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One man show

Cosa altro si può dire di Berlusconi? Un genio. Dopo aver annunciato a mari e monti lo scioglimento di Forza Italia per preparare la nascita del suo nuovo partito, oggi , con un triplo carpiato con gli occhi bendati, Berlusconi si è rimangiato tutto dichiarando agli stessi mari e agli stessi monti di non aver mai pensato né tantomeno detto di voler sciogliere la sua mostruosa creatura. Un genio. Forse perché,dopo uno sforzo mentale sovrumano, è riuscito anche lui a rendersi conto di aver fatto una grossa minchiata e che non lo avrebbe seguito nessuno a parte la Brambilla e qualche vecchio residuato DC ? La frittata ormai è in padella: anche se il divino Silvio ha fatto ancora una volta marcia indietro confutando per l’ennesima volta se stesso e scrivendo in un colpo solo 12 nuove pagine delle “Mille balle blu” i suoi (ex) alleati non sembrano intenzionati a sottostare ulteriormente ai suoi voli pindarici. Fini è nero (non potrebbe essere di un altro colore a pensarci bene…), Casini ha confessato di aver gettato la spugna e di aver rinunciato a comprenderlo e Bossi si è ritirato con Asterix e Panoramix ad ammirare la sorgente del Po. Io aspetto la prossima puntata.

 

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La situazione della RAI non è buona


Ma si può occupare una prima serata di RAI 1 con un programma che non è un programma,senza alcun contenuto,e che in definitiva altro non è che uno spot per il proprio disco? Evidentemente si,visto che è quello che è successo ieri sera. Adriano Celentano è tornato con il nulla. La cosa bella (o pessima) è che lui stesso lo ha ammesso candidamente. E c’era pure Fabio Fazio,mio Dio! Splendide le canzoni,niente da dire, ma era un programma necessario? Soprattutto ora che è stata sospesa la messa in onda della fiction dedicata all’omicidio di Graziella Campagna,blocco imposto dal sempreverde Mastella che con delle motivazioni risibili(la fiction avrebbe tolto serenità ai giudici impegnati nella sentenza di secondo grado dell’omicidio in questione) e degne del peggior vaudeville albanese occupa ancora le pagine di cronaca per motivi sempre meno edificanti. Celentano canta (splendidamente ma in playback) e vaneggia banalità e luoghi comuni con la supponenza di un dio in terra mentre il fratello di Graziella Campagna e Beppe Fiorello, protagonista della fiction, sono costretti a parlare sottovoce a “Chi l’ha visto?” dell’omicidio della ragazza e dello stop al film. Delirio italiano.

 

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Il maratoneta catodico

Anche quest’anno l’uomo dal neo condonato si aggira negli studi televisivi di ogni rete a qualunque ora. Fare zapping è inutile:è dappertutto. Per presentare il suo solito libro di fine anno,stavolta intitolato “L’amore e il potere” in cui tratteggia i contorni degli amori (leciti e birichini) dei principali statisti ( o presunti tali) della politica italiana dell’ultimo secolo, quest’uomo non dorme più,mangia solo una fettina di papaia al giorno e urina dove capita per non sottrarre tempo alla sua missione di divulgazione del Sapere. Bruno lo fa per noi. Grazie Bruno.

 

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I compagni di merende

Le intercettazioni realizzate tra il 2004 e il 2005 allegate all’inchiesta sul fallimento della “Hdc”,la holding di Luigi Crespi,ex sondaggista di Berlusconi e pubblicate da Repubblica nei giorni scorsi, mi hanno provocato una sorta di sconvolgimento intestinale che non provavo dal tempo delle intercettazioni UNIPOL. Dalle trascrizioni in questione emerge un’alleanza (anzi,una simbiosi) di intenti e strategie tra alcuni dirigenti RAI (all’epoca governo Berlusconi) e Mediaset. Si,ma la novità qual è? Ora ci sono le intercettazioni a confermarlo e a metterlo per iscritto ma sostanzialmente non aggiungono nulla a quello che un qualunque telespettatore sano di mente poteva arguire da solo:durante il governo Berlusconi la RAI era una protesi Mediaset. Sostanzialmente non aggiungono nulla,è vero, ma inquadrano sotto una luce meno sfocata la meticolosità con cui le divine terga di Arcore venivano umettate dalle solerti labbra aziendali. Tra i personaggi noti tirati in ballo ci sono Del Noce, Mimun, Rossella, Vespa: personaggi che con l’obiettività dell’informazione fanno a cazzotti anche quando dormono. Si pianificava tutto: dall’eliminazione delle notizie scomode a Sua Maestà alla scelta delle inquadrature del Cristo dal cranio rinfoltito,fino ai palinsesti veri e propri e così via senza tralasciare nulla al caso e all’obiettività. Anche la morte del Papa si è rivelata un campo da gioco per i generali della disinformazione italiana;durante i funerali di Giovanni Paolo II Berlusconi avrebbe voluto stendersi sulla salma del pontefice per garantirsi una visibilità maggiore ma il suo salumiere glielo ha sconsigliato:agli occhi più critici forse sarebbe sembrato eccessivo. Mediaset sta querelando a destra e a manca e, per bocca di Fedele Confalonieri, ci regala una perla di squisita fattura:”Mi sembra di essere tornati ai tempi della P2” protesta ai microfoni della sua ammiraglia Confalonieri dimenticandosi forse,la gaffe non si spiega altrimenti, che Berlusconi è il fratello 1816 della famigerata loggia. Per Berlusconi e i suoi zerbini si tratta del solito “linciaggio” ad orologeria e minaccia di far trasmettere in prima serata su Canale 5 la storia a puntate di mamma Rosa se questi attacchi oltraggiosi non cesseranno. I giornalisti RAI hanno diramato un comunicato in cui affermare che sono incazzati è un eufemismo: chiedono l’immediata sospensione dei personaggi coinvolti e un repulisti generale in azienda anche se si tratta di utopie fanciullesche. La lottizzazione c’è sempre stata ma con Berlusconi è accaduto quello che tutti temevano e sapevano,giornalisti RAI compreso(come sottolineano nel comunicato): la totalità dell’informazione era nelle mani di un solo prescritto. Peccato che Enzo Biagi non abbia potuto resistere qualche giorno in più:se ne sarebbe andato con un sorriso sulle labbra. (nella foto un dirigente RAI invoca Berlusconi prima di preparare il palinsesto di RAI 1)

 

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Sono tornato!


Care elettrici,cari elettori

Dopo un periodo di relativa calma mediatica ho deciso, su consiglio del mio istruttore personale di polka acrobatica, di ritornare con i capelli mossi dal vento del desiderio di libertà sulla decappottabile della scena politica del nostro amato paese, per motivi a me e a mamma Rosa ignoti, chiamato Italia. Ho taciuto, amiche ed amici, per troppo tempo. Ora ho ripreso il posto che il Padre mio,cioè io,aveva deciso di assegnarmi come giusto tributo al mio genio. Ho principiato qualche giorno fa rendendo il giusto deferente omaggio al maestro,all’amico Marcello Dell’Utri, la cui unica colpa è quella di avere un alito freschissimo,mentolato e a tratti afrodisiaco. E al caro fu Vittorio Mangano,stalliere di Arcore dal ricercato (aggettivo calzante) gusto per le rose e il narcotraffico internazionale,ho rivolto un pensiero di riconoscenza e rispetto. Ma alla magistratura rossa e comunista e bolscevica e marxista e leninista e antipatica questo non va giù! Ma quale mafia, cribbio! Mi consenta! Comunque sia, le esternazioni testè ricordate erano solo il preludio al mio reale intento: fondare un nuovo partito in cui far confluire gli amici di Forza Italia, il cui scioglimento è inevitabile come la chirurgia plastica settimanale ad Alba Parietti, e tutti gli insoddisfatti del governo Prodi. Stamane ero a Cortina in riunione con Aida Yespica, Dracula e Jimmy Page quando Bondi si è alzato da terra e mi comunicato che Bossi, Fini e Casini sono scettici e che forse non mi seguiranno, ma io ho pazienza:ho creato il mondo in una settimana: stavolta non ho tutta questa fretta. Il partito del popolo degli italiani è una realtà e a dicembre saranno edificate democraticamente le sue fondamenta dirigenziali senza perdere mai di vista il sentiero luminoso tracciato per noi dalle nostre guide spirituali:Gargamella e Rockerduck. E’ ora che i parrucconi della politica lascino il passo a noi giovani,a noi amanti della libertà,a noi… A noi! Amica elettrice,amico elettore…mi consenta di invitare lor signori nel nostro nuovo partito,a bere dal dorato e inebriante calice della libertà e dell’abrogazione del falso in bilancio. Ai primi 5000 iscritti in omaggio un materasso in lattice tibetano consegnato direttamente a casa vostra da Alfredo Biondi e una cena con Elisabetta Gardini o Willy il coyote. Per un nuovo miracolo italiano.

 

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Farmi ammazzare dalla mafia?Non mi conviene

Se siete magistrati, poliziotti,carabinieri o semplici cittadini che per il loro impegno antimafia (sacerdoti, giornalisti o commercianti che non vogliono pagare il pizzo) corrono il pericolo di essere fatti fuori dalla mafia, vi conviene lasciar perdere e concentrare le vostre forze contro il terrorismo piuttosto che contro Cosa Nostra. Nella Finanziaria infatti non è stato approvato un emendamento che avrebbe finalmente equiparato le vittime del terrorismo a quelle della mafia:in sostanza e senza tanti giri di parole lo Stato è economicamente più vicino ai parenti delle vittime del terrorismo che a quelle dei clan. E lo capisco:il terrorismo è contro lo Stato,la mafia è intrecciata allo Stato. Una mancanza di rispetto anche nei confronti di Cosa Nostra! Dopo tutti i favori che si sono fatti a vicenda negli anni…Riina potrebbe anche restarci male sapendo che una sua vittima vale meno di una vittima delle Brigate Rosse. Al mercatino della politica un morto della mafia è stimato circa la metà di una vittima del terrorismo. Se Falcone lo avesse saputo…Una decina di familiari di vittime delle cosche, tra cui i genitori dell’agente Antonino Agostino, Sonia, la figlia del giornalista Beppe Alfano e Tina Montinaro, vedova di Antonio,ucciso nella strage di Capaci ,si sono incatenati ai cancelli della prefettura di Palermo per urlare il loro sdegno e per far sapere ai cittadini che esistono morti ammazzati di serie A e di serie B. Purtroppo i vari TG e i vari pseudo approfondimenti serali non ne hanno potuto parlare semplicemente per una questione di gerarchia informativa:è senza ombra di dubbio più costruttivo e socialmente educativo informare il cittadino su quante gocce del sangue di Meredith siano state trovate dietro il mobile della cucina o aggiornarci sulle condizioni di salute della celeberrima e capacissima Alessandra Pierelli, già fidanzata di Costantino,ricoverata dopo un intervento di chirurgia estetica. Neanche al televideo ho trovato nulla:neanche una riga. In compenso però sono stato rassicurato dai preparatissimi giornalisti plurilaureati di RAI e Mediaset che Kitty,il piccolo gattino americano incastrato in un tubo dell’acqua piovana è salvo e che Thais e Teo Mammucari avranno presto un figlio. Ora posso dormire tranquillo.

 

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Andiamocene a giocare in Inghilterra!

Qualora esistesse ancora qualche marziano che non lo avesse capito, il calcio italiano, politica compresa, è gestito da emeriti incompetenti. Un ragazzo viene ucciso da un poliziotto,episodio che con il calcio non c’entra nulla, e negli stadi scoppia il caos. Il Viminale blocca solo alcune partite permettendo così che altre venissero interrotte da branchi scatenati di pseudo tifosi inferociti. Il vetro antisfondamento dello stadio di Bergamo sfondato da un gruppo di volenterosi gentiluomini incappucciati con il coperchio di un tombino introdotto nello stadio nascosto evidentemente in un pacchetto di Marlboro. Cortei contro le forze dell’ordine, guerriglia urbana in mezza Italia ,caserme dei carabinieri assaltate e la politica, sportiva e non, finalmente tira fuori gli attributi dal sacchetto di naftalina e prende una decisione drastica,forte,coraggiosa: la sospensione del campionato per una giornata! Come chiedere ad un bulimico di non mangiare per un paio d’ore dopo che ha vomitato sul tuo tappeto buono. Aggiungiamoci poi che a fermarsi saranno solo la B e la C visto che la massima serie aveva già programmato una sosta in vista della partita della nazionale,episodio che rende il provvedimento ancora più ridicolo. Finché non si approveranno leggi chiare e forti questi episodi si verificheranno puntualmente,e quello di domenica non sarà affatto l’ultimo. L’Inghilterra lo ha fatto e ha risolto il problema hooligans che,giusto per inciso, non erano affatto delle educande intimorite. Ma evidentemente noi siamo culturalmente inferiori agli inglesi;d’altronde mentre loro avevano i Beatles e gli Stones noi avevamo Orietta Berti e Mino Reitano. Se i nostri politici e i nostri dirigenti sono degli irrecuperabili incapaci piazzati sulle loro poltrone da “amici” e “amici degli amici” e perché hanno adoperato la lingua non per leccare francobolli, facciamo inglobare il nostro campionato in quello inglese perché se aspettiamo che queste zucche vuote capiscano cosa realmente si deve fare…Per non parlare poi delle trasmissioni sportive che hanno banchettato tutta la serata con i resti di una pietanza ormai riscaldata e inodore:non c’è più nulla da dire su questi episodi:è solo voyeurismo mediatico. E soprattutto quando ci sono questi episodi Elisabetta Caanalis è costretta a coprirsi.

 

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Il silenzio è d'oro

Enzo Biagi ancora non è stato tumulato e Berlusconi perde un'altra occasione per stare zitto. Secondo Berlusconi infatti non c'è stato nessun ukase bulgaro contro Biagi. Vergogna!
Oggi,un maestro dell'equilibrio e del giornalismo obiettivo, Emilio Fede, ha stigmatizzato come in un momento di dolore c'è chi ha speculato riproponenendo vecchie storie ormai,a suo dire,chiarite e dimenticate. Il sommo Fede bacchetta chi osa ricordare l'ukase bulgaro del suo padrone nei confronti di Biagi e con uno scodinzolìo da consumato eunuco si prostra deferente davanti alla salma di Enzo Biagi che,Fede glissa a riguardo,non prese bene l'allontanamento dalla RAI come hanno ricordato le figlie in questi giorni. Emilio! Sei sempre il più grande!Senza vergogna.