And the winner is...

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Anche il mondo dell’intrattenimento per adulti è cinico e spietato; spesso le attrici devono sottostare a dei compromessi per poter lavorare. Un’aspirante pornostar si è incontrata con un produttore che le ha fatto capire che avrebbe potuto darle una mano se si fosse mostrata disponibile. Lei ha dovuto cedere: è andata a casa sua e gli ha recitato a memoria dodici pagine di Brecht. Il produttore non ha fatto sconti: dopo il monologo ha preteso di verificare la sua dizione davanti una commissione. E’ stato umiliante ma ne è valsa la pena: il giorno dopo era già sul set a farsi penetrare da un alano.

Il cinema porno è in crisi. Per rivitalizzare il mercato i produttori stanno pensando di investire meno nelle sceneggiature e concentrarsi di più nelle scene di sesso. Nonostante la crisi, grande è stata la ressa per la consegna annuale dei premi oscar del porno, l’unica premiazione a cui è bello già solo essere invitati. Io c’ero, ma sono andato via dopo pochi minuti. La statuetta è identica a quella dell’Academy Awards, di diverso ha solo il gusto alla fragola.

Momenti di imbarazzo quando alla presentatrice è scivolata la spallina del vestito e le si sono coperti i capezzoli. La regia ha prontamente staccato sull’orgia lesbo della seconda fila in attesa che la conduttrice si ricomponesse. I maligni sospettano che l’abbia fatto apposta per alzare l’audience. Dopo i brevissimi preliminari di rito è iniziata la premiazione vera e propria.

Tanta la commozione in sala per il premio alla carriera a Hillary Samsa, la grande attrice slovacca morta annegata durante una scena di sesso di gruppo.

A ritirare la statuetta lo zio Bill, che ha voluto a tutti i costi essere presente alla manifestazione nonostante l’età e gli impegni di lavoro. Bill, non preoccuparti: nessuno dei tuoi parrocchiani andrà all’inferno se per un giorno non celebrerai la Messa. Imponenti i mezzi tecnici impegnati per la serata: 30 telecamere, 5 file di riflettori policromatici e 12 Kg di fazzolettini di carta.

Dominatore della serata il grande Django Freston che ha portato a casa ben tre statuette: miglior malattia venerea, miglior orgasmo non originale, miglior infiammazione anale. Delusione per l’esordiente Goran Cilor che ha strappato solo una statuetta per la miglior erezione in assenza di gravità. Tra le attrici trionfo scontato per Dolores Degreggio. Al momento della premiazione Dolores ha rivolto un ringraziamento particolare al chirurgo che l’anno scorso le ha salvato la vita operandola d’urgenza con strumentazione di fortuna in un negozio di ipotenuse: una doppia punta la stava soffocando. Premio speciale a Teresa Fresolming, la prima pornostar diversamente abile. La sua sedia a rotelle ha turbato i sogni di milioni di automobilisti.

Miglior regista Fred Gruttowiltz per il documentario “Le esplosioni vaginali da Saffo a Margareth Thatcher”. La replica della cerimonia sarà trasmessa domenica prossima su RaiUno al termine dell’Angelus.


 
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