Scommettiamo che...?

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Dal Vernacoliere di luglio.

Si allarga a macchia d'olio lo scandalo delle scommesse nel calcio, un mondo così sporco che a Coverciano stanno pensando di allestire corsi di aggiornamento per gli allenatori della mafia russa. Non è un caso che prima del 1987 Silvio Berlusconi fosse poco considerato; era un semplice iscritto alla P2 che aveva ospitato per anni un mafioso a casa sua: ha acquistato vera credibilità nella malavita solo dopo aver comprato il Milan. Vagonate di denaro mosso con transazioni illegali, contatti con la criminalità organizzata, continue intromissioni della (e nella) politica, morti sospette, sfruttamento della credulità popolare, scandali sessuali; se l'elenco avesse incluso anche una foto con Pinochet sembrerebbe la descrizione del Vaticano. Per quanto mi riguarda, il calcio e' uno sport che ho smesso di seguire dopo aver letto la biografia di Carlo Petrini; meglio i combattimenti all'arma bianca dei bambini-soldato imbottiti di polvere d'angelo: sono meno immorali. Uno dei capi cricca sarebbe Beppe Signori, uno che puntava su qualunque cosa. Era così schiavo del gioco che una volta scommise di riuscire a farsi espellere per due volte nella stessa partita. Quella volta perse: l'arbitro aveva scommesso con suo cognato che avrebbe espulso Signori tre volte prima del 90esimo. Per non parlare di Marco Paoloni, un portiere che taroccava le partite sciogliendo farmaci nelle bevande dei suoi compagni di squadra, a loro insaputa, per stordirli e farli giocare male come Felipe Melo. A loro insaputa? Magari ha usato lo stesso farmaco che hanno sciolto nel chinotto di Scajola quando lo hanno stordito per regalargli a sua insaputa la casa vista Colosseo. Comunque sia, con Paoloni si è ritornati a parlare anche di farmaci usati per condizionare le partite. Non necessariamente farmaci illeciti, sia chiaro. Tra integratori, ricostituenti e vitamine i calciatori sono veri e propri distributori ambulanti di principi attivi: Melissa Satta è guarita dalla faringite dopo un bacio con risucchio a Vieri. Poi ci sono anche i farmaci somministrati illecitamente, ma questo è un articolo sul calcio, non sulla Juventus. Dalle ultime intercettazioni pare che anche la camorra abbia giocato un ruolo di primo piano nell'addomesticamento di alcune partite di serie A, ma l'ufficio stampa del clan di Miano ha respinto le accuse minacciando azioni legali da parte dei propri avvocati per tutelare l'immagine del clan camorristico.

(Nella foto Beppe Signori pensa a come organizzare una scommessa che coinvolga un tostapane, un criceto, un ombrello rotto, un orefizio anale e 4 missili terra-aria)

 
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