Lettere dal fronte 6

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Dal Misfatto (inserto satirico de Il Fatto Quotidiano) del 6 marzo


Cari genitori,

che dire, siamo ancora in piedi ma le cose vanno male. Vanno così male che persino i civili vogliono darci una mano. Il papà di Barbara, una delle paladine della libertà più capaci ed elastiche, si è offerto volontario per una temeraria azione spionistica nel quartier generale dei disertori ma il nostro capo ha declinato l'offerta perché ormai lì dentro non c'è più nessuno da spiare: e' rimasto solo il capitano Fini e qualche altro fedelissimo a cui ancora non è arrivato l'assegno di Berlusconi. Con i soldi delle ultime 18 paghe che con tanta fatica avevo nascosto in luoghi innominabili per tenerli lontani dalla cassa comune “volontaria” destinata a ricomprare i disertori di Fli, sono finalmente riuscito ad acquistare un telefonino per potervi sentire più spesso, ma mi è stato sequestrato quasi subito. Per paura delle intercettazioni, infatti, il nostro leader non ha più un cellulare suo e così ha deciso di utilizzare a turno i nostri in modo da non farsi pizzicare ancora dalle radio nemiche. Per fortuna c'è qualcuno che riesce ancora a strapparci qualche risata. Mentre stavamo aiutando (come al solito) il tenente Gasparri a liberarsi dal filo spinato, l'attendente Bondi è salito sul tetto delle latrine e ha annunciato di volersi dimettere per non aver mantenuto le promesse e per non essere stato sostenuto dall'esercito. Nessuno gli stava prestando attenzione quando la sua voce è stata sepolta da un boato gigantesco: Bondi aveva sfondato il tetto della latrina franandovi dentro e innescando un domino con le pareti di lamiera che, cadute una dopo l'altra, ci hanno permesso di assistere ad uno spettacolo pietoso. All'interno della latrina, piegato sulle ginocchia, c'era il nostro leader che stava cercando di far sparire le fotografie fatte col suo fraterno amico Gheddafi, ora caduto in disgrazia, in modo da poter poi dichiarare ai cronisti di non aver mai conosciuto nessun dittatore libico con quel nome. A proposito di cronisti...Da quando il capitano La Russa ha preso a calci tale Formigli, un corrispondente dal fronte che aveva osato rivolgergli la parola senza aver partecipato a nessuna guerra, a nessun pestaggio e nemmeno ad una rissa da bar, camminiamo tutti con i parastinchi...Conoscendolo io ho messo anche il giubbetto antiproiettile, non si sa mai.

Spero di potervi scrivere presto,

il vostro figliolo

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