La vignetta di Oriana

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Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, ha inaugurato nell’ateneo del Papa un vero e proprio museo dedicato a Oriana Fallaci. Nella sala, oltre ai 636 libri donati dalla stessa Fallaci, sono conservati cimeli, fotografie e ricordi della giornalista scrittrice. Dopo il battesimo in technicolor di Magdi Allam questa sembra essere un’altra provocazione per mettere il bastone tra le ruote nel dialogo islamo-cristiano. Allam farnetica di essersi convertito perché non esisterebbe un islam moderato, affermazione che ha più volte fatto la stessa Fallaci la quale si è spinta ben oltre nelle sue dichiarazioni islamofobiche identificando l’Islam con Bin Laden e arrivando persino a minacce vere e proprie come quando si discuteva della costruzione della moschea che sarebbe dovuta sorgere a Colle Val d'Elsa: "E' vicino casa mia, prendo l'esplosivo e la faccio saltare". Frase che suscitò il plauso di Calderoli, pork-sitter part time. E il Vaticano le costruisce un altarino accostandola a S. Caterina da Siena. Un aneddoto che pochi conoscono, ma utile ad inquadrare ulteriormente il fine della crociata Fallaci risale al febbraio 2006 quando, ricevendo la medaglia d'oro dal presidente del Consiglio regionale della Toscana nella sede del consolato italiano a New York, la Fallaci aveva annunciato che stava preparando una vignetta su Maometto, proprio qualche settimana dopo la pubblicazione delle caricature sul Profeta che avrebbero provocato nel mondo in tutto 130 vittime. Il Giornale della Toscana spiegava che la scrittrice aveva detto di voler raffigurare Maometto “con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella col burqa. La matita, per ora, si è infranta sulla figura della cammella, ma il prossimo tentativo probabilmente andrà meglio”. Un’altra mossa azzeccatissima delle menti del Vaticano.

 
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