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Il nome della Rosa

“Oggi” presenta il nuovo libro di Rosa Alberoni con parole che sfidano la legge di gravità e il lavoro del vostro dentista:

“ Rosa Alberoni ha avuto il coraggio intellettuale (sic!) di scrivere un appassionato saggio critico su uno dei miti fondanti la cultura e la mentalità di oggi:l’evoluzionismo. Rosa Alberoni nel volume “Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin”, mette a confronto la posizione dell’autore della Cappella Sistina con quella di Darwin e dei suoi seguaci. Al primo la natura appare così grandiosa e armoniosa che non può che essere stata creata da una mente sovrumana; i secondi,dice lei,si prodigano per cancellare la Creazione divina dalla mente e dai cuori”.

Che dire? Rosa Alberoni non si smentisce mai. Per la boccoluta cariatide platinata l’evoluzionismo non ha dignità scientifica,è semplicemente un tentativo di defraudare Dio della sua creazione e a supporto della sua “coraggiosa” tesi presenta un elemento dalle inattaccabili fondamenta scientifiche: a Michelangelo la natura appare così grandiosa da non poter non essere considerata una creazione voluta e determinata da un’intelligenza ordinatrice,nello specifico il Dio della Bibbia. Il 22-10-96 Giovanni Paolo II nel suo discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze sul tema dell’origine della vita e l’evoluzione ha dovuto ammettere (controvoglia) che il darwinismo non è più una “mera ipotesi”:quel giorno evidentemente la Alberoni era in piazza a bruciare libri. Definire la Alberoni una fondamentalista è riduttivo:si eccita immaginando Marcello Pera vestito da crociato che libera Gerusalemme a cavallo di Buttiglione. Dio non esiste e ho una prova inconfutabile: Moana Pozzi è morta e la Alberoni no.

 
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