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Fidel e George on the road
Ad 82 anni Fidel Castro lascia la presidenza di Cuba dopo quasi 50 anni: solo Mike Bongiorno ha governato più di lui. Da diversi mesi ormai Fidel non era più nella forma fisica ideale per reggere il suo paese: la dittatura presuppone requisiti fisici molto rigorosi che ormai Castro non possedeva più. Sale al potere suo fratello Raul, che da questo momento diventa l’uomo al mondo con più numeri di telefono di ragazze cubane. Dopo Valerio Merola. Il passaggio di consegne è avvenuto ufficialmente a causa delle precarie condizioni di salute di Fidel, ma la verità è un’altra. Tra pochi mesi anche Bush andrà in pensione: i due stanno pensando da anni di girare insieme on the road; Castro ha dovuto lasciare prima di Bush perché è lui ad avere il compito di pianificare l’itinerario e di preparare i panini. Il primo lunedì successivo all’insediamento del nuovo presidente USA i due si ritroveranno alle 8.30 davanti al Lincoln Memorial vestiti da Hell’s Angels e partiranno alla volta del Canada, prima tappa del loro tour. Da lì torneranno immediatamente a Washington perchè George avrà dimenticato il filo interdentale. Castro avrà i primi dubbi sull’affidabilità del suo compagno di viaggio. Due giorni dopo si infileranno in una cassa di pannocchie per volare clandestinamente fino a Londra dove noleggeranno un torpedone rosso a due piani munito di mangianastri e clacson polifonico. A Londra si registrerà un calo spaventoso della verginità delle commesse di articoli sacri. Poi sarà la volta della Francia, dell’Austria, della Germania e dell’Italia, dove saranno costretti a caricare Silvio, vecchio amico di George che si è autoinvitato alla gita. Silvio li torturerà con barzellette e canzoni francesi: sarà abbandonato sulla Salerno-Reggio Calabria dopo che lo avranno fatto scendere a controllare una gomma. Ad un semaforo di Bari vecchia s’imbatteranno in un torpedone-gelateria brutto quasi quanto il loro: ha un faccione con occhiali stampato su entrambi i lati e la scritta “Yes, we can”. Alla guida c’è un tizio che finge di parlare inglese e che vuole attaccare bottone: dice di chiamarsi Rutelli. Anche loro lo ignorano. Il viaggio terminerà tragicamente in Sicilia quando George e Fidel scopriranno di essere sessualmente attratti l’uno dall’altro e metteranno fine alle loro vite gettandosi dalla cima più alta della regione: l’ego di Pippo Baudo.

 
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