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Il laureato e l’aspirante diva
Nelle ore che precedono la consegna degli Oscar il nostro più grande attore ha voluto concederci l’ennesimo saggio della propria bravura.Un’attrice interviene ad una convention di FI a Roma e chiede a Berlusconi di trovarle un impiego nel cinema. Silvio le risponde di andare a chiederlo a Veltroni, diplomato in cinematografia, perché lui è un modesto laureato in legge; poi continua dicendo che non può telefonare a Saccà per trovarle un lavoro, ma andrà a casa sua ed userà il citofono. Pubblico in visibilio. Sia Berlusconi sia Saccà sono stati rinviati a giudizio nell’inchiesta sulle segnalazioni fatte da Mister B a Saccà, allora presidente di Rai Fiction, a favore di 5 attrici dal talento cristallino ma emarginate dal mondo dello spettacolo di seria A per il loro impegno politico anticomunista. Non so se la scenetta con la pseudo attrice sia stata una gag studiata a tavolino o un episodio genuino, ma in entrambi i casi risulta epidermicamente fastidiosa. Cosa c’è di nuovo? Nulla. L’arroganza che trasuda dalle parole di Mister B non è affatto una novità ed è emersa in mille circostanze molto più rilevanti, ma è proprio per questo che voglio sottolinearla ancora una volta: ci stiamo abituando a Berlusconi come alle scene di violenza dall’Iraq. E’ questo il suo scopo, disabituarci lentamente alla critica, sparandole ogni giorno di così grosse da farle sembrare la normalità. Goccia dopo goccia ci si abitua al fastidio del rubinetto chiuso male; per pigrizia molti preferiscono girarsi e rigirarsi nel letto senza riuscire a chiudere occhio piuttosto che alzarsi, andare in bagno, stringere la manopola e tornare finalmente a dormire in santa pace.

 
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