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Salvatemi dalla campagna elettorale!
La campagna elettorale infuria, ogni programma televisivo si trasforma in pulpito da cui vendere il proprio fumo. Stamattina sorseggio il mio caffé e ad Uno Mattina c’è ospite Berlusconi:mi vede e mi chiede se gradisco altro zucchero. Sono confuso, ma gli chiedo una zolletta; trenta secondi dopo bussano alla porta: Bondi in livrea mi toglie educatamente la tazzina di mano,mi zucchera il caffé e si allontana con un inchino. Torno a sedermi e Berlusconi mi sorride. Cambio canale e trovo Veltroni immobile su uno di quei macchinari che promettono di sciogliere il grasso massaggiandoti per pochi minuti; mi fissa con sguardo sofferente e mentre vibra come una gelatina in metropolitana pronuncia solo una frase: “Yes,we can”. Cambio ancora canale, su Italia1 c’è una puntata di Happy Days. Mi sento al sicuro. Fonzie ha citato il signor Cunningham in tribunale per la riparazione del tetto e mentre sono lì che discutono animatamente irrompe Mastella vestito da Rocky Baruffi. Non voglio nemmeno sentire, spengo il televisore e metto un dvd pornografico, così, giusto per rilassarmi un po’ed iniziare la giornata col piede giusto. Sono lì che mi chiedo come finirà tra quella bionda super maggiorata e il suo muscoloso ginecologo abbronzato quando dalla vagina spunta il faccione di Giuliano Ferrara che chiede al medico di seguirlo nel suo movimento contro l’aborto. Stacco la spina del televisore e corro in pigiama giù per le scale,inciampo e finisco lungo sul pavimento della guardiola. Il portiere mi aiuta ad alzarmi. E’ Bertinotti! Lo colpisco con una testata e fuggo in strada dribblando le automobili e le vecchiette con le buste della spesa. Vengo fermato in autostrada da una volante della polizia. Cerco di spiegare la mia situazione, ma Fini e La Russa sono inflessibili: chiamano un’ambulanza che mi porta a tutta velocità in ospedale. Non sapevo che Diliberto guidasse così bene. In psichiatria Casini mi fa qualche domanda mentre Storace mi infila una flebo nel braccio senza fare tanti complimenti. Gasparri è ricoverato accanto a me,ma questo non mi sorprende. Mi sento più calmo. Emma Bonino mi rimbocca le coperte mentre Di Pietro assicura il mio portafoglio in un comodino con lucchetto: nel turno successivo ci sono Cirino Pomicino e Alfredo Vito. Sono stato appena dimesso dall’ospedale, ma non mi sento tranquillo: devo rifugiarmi nell’unico posto dove sono certo di non incontrare neanche un politico. Il Parlamento.

 
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