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Stupro elettorale
Ancora poche ore e sapremo se Roma cadrà nelle mani del lanciatore di molotov e picchiatore Alemanno o di Rutelli, l’unica mozzarella alla diossina certificata dalla CEE. In questi ultimi giorni tengono banco le voci sulla violenza sessuale subita dalla ragazza del Lesotho nei pressi della stazione La Storta. Ecco il passaggio tratto da Il Corriere della Sera del 26-4 a firma Fiorenza Sarzanini: “A mettere in pubblico alcune «stranezze» dello stupro alla Storta era stato, mercoledì scorso, il sito internet Dagospia, pubblicando una lettera siglata MD che ricalca una e-mail fatta circolare dall'ex assessore della giunta Veltroni, oggi consigliere regionale del Pd, Mario Di Carlo. «Ricevo e giro», avvertiva il politico per dire che non è lui la fonte primaria dell'informazione. Nel messaggio ci si chiedeva come fosse possibile che un rumeno senza fissa dimora nominasse un avvocato del calibro di Marcello Pettinari, «famoso penalista difensore del magistrato Metta indagato nell'ambito del processo Lodo Mondadori che vedeva indagati Berlusconi, Pacifico, Previti e Squillante». E faceva notare che Pettinari ebbe in gioventù un passato missino, mentre uno dei soccorritori della ragazza di colore violentata, «guarda caso, firma con Alemanno con tanto di foto sul Messaggero del 22 aprile 2008 il patto per la legalità e la sicurezza». Conclusione della lettera: «Agatha Christie faceva dire a Poirot che quando ci sono tre coincidenze diventano un indizio».” In sostanza lo stupro sarebbe stato organizzato dalla destra per screditare i rumeni e giustificare la dura campagna elettorale sulla sicurezza propugnata da Alemanno. Non voglio credere che questa storia sia vera, certo è che lo stupro è capitato al momento giusto nel posto giusto.

 
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